Bordeaux en primeur 2021

Nella splendida Villa Cà Vendri, alle porte di Verona, si è svolta lo scorso 5 maggio, una bella e assortita selezione di Bordeaux en primeur con ben più di un centinaio di etichette dei più vocati terroir della zona: Saint-Emilion, Pomerol, Haut-Médoc, Sauternes, Margaux, Moulis, Saint-Julien, Pauillac, Saint-Estephe, Pessac-Leognac.
La famiglia Helfrich, tra i più rilevanti negociant bordolesi e a capo del gruppo Les Grands Chais de France, è il marchio infatti che presidia in modo egregio la Place de Bordeaux, il complesso sistema distributivo che unisce Chateaux, négociant e wine merchant universali e sul quale si regge la commercializzazione dei vini di Bordeaux fin dal XVII secolo. Il giro d’affari in Italia ha superato i 5.600.000 di euro e per quanto riguarda i volumi si è transitati, sempre nel 2021, abbondantemente il milione di bottiglie. Numeri che sono il risultato di una presenza capillare nella ristorazione, hôtellerie, enoteche, ma anche nelle principali piattaforme di vendita online e nella GDO di alto posizionamento. Che, tradotto in parole povere, significa quasi una bottiglia su quattro di Bordeaux venuta oggi nel nostro Paese, è commercializzata da Crus e Domains de France, come ci spiega dettagliatamente il suo Export Manager Vittorio Frescobaldi.

D’altronde è risaputo, quando si pensa alla grande tradizione vinicola francese è obbligatorio considerare Bordeaux come la patria dei vini rossi più famosi al mondo. I ben oltre 100.000 ettari vitati che compongono la regione sono piuttosto differenti tra loro, dolci pendii che si alternano ad ampie valli e colline scoscese, con clima ancora mite e ideale (speriamo il più a lungo possibile) per la vite: giustamente caldo per una perfetta maturazione delle uve rosse e sufficientemente umido per permettere lo sviluppo della Botrytis cinerea sulle uve bianche del Sauternes. A questo quadro si aggiunge la pregevole attenzione e la cura maniacale che i viticoltori bordolesi hanno per il loro lavoro, conseguenza di una lunghissima tradizione storica che continua a fare di Bordeaux un esempio luminoso di qualità, e talvolta ancora imitato da molte altre regioni del mondo vinicolo mondiale.

Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc e Merlot proseguono nel loro percorso di uve principali e nel sinonimo di eleganza ed intensità di sapori, mentre Sémillon, Sauvignon Blanc, Muscadelle e Ugni Blanc sono le uve a bacca bianca fondamentali, in una parte, per gli intramontabili nettari di Sauternes e Barsac, in altre parti (come per esempio a Pessac Léognan) per vini freschi e fruttati a cui si aggiungono aromi fumé e floreali di tiglio oppure per vini più grassi e generosi ai quali, con buona probabilità, il trascorrere del tempo apporta inebrianti profumi di frutta tropicale, miele e nocciola.

Ecco i migliori assaggi (bianchi) AOC 2021:

- CHATEAU OLIVIER – PESSAC LÉOGNAN: un bianco di rara finezza, fulminante. Frutta tropicale, fiori di campo e sottofondo di pompelmo rosa. La complessità e l’equilibrio convivono sul sapiente filo del sale e della tensione bellissima.
- CHATEAU LATOUR MARTILLAC – PESSAC LÉOGNAN: note di agrumi, pesca, pera, prugne e lievi cenni affumicati. Rotondo, voluminoso, soave, con retrogusto di frutta molto matura. Il finale è fresco, energico e teso.
- CHATEAU MALARTIC LAGRAVIÈRE – PESSAC LÉOGNAN: bella fibra, bella tempra, acidità e agrumi che muovono, scorza e sale si intrecciano in una pregevole stoffa di ampiezza.
- CHATEAU DOISY DAENE – BARSAC: deliziosi aromi albicocca matura, marzapane e miele millefiori. L’acidità bilancia egregiamente con la dolcezza. Armonico, cremoso ma per nulla pesante; splendide sfumature agrumate e di mela cotogna nel profondo finale.
Ecco i migliori assaggi (rossi) AOC 2021:

- CHATEAU DU TERTRE – MARGAUX: spezie dolci, ciliegia, un po’ di liquirizia e sfumature di tabacco. Di medio corpo, struttura fresca ed elegante, tannini rotondi, retrogusto minerale.
- CHATEAU PRIEURÉ LICHINE – MARGAUX: bellissima densità, sospesa, frutti neri e cenni speziati, con un tannino perfettamente integrato e notevole lunghezza.

- CHATEAU MARQUIS DE TERME – MARGAUX: robusto, di grande tempra, generoso nelle aperture aromatiche, lievissimamente caldo, eppure coese e profondo.
- CHATEAU PHELAN SEGUR – SAINT ESTEPHE: ciliegie e peonie, frutti scuri e fiori, un bel senso di autenticità, tannini polverosi ma con sviluppo sostenuto, ottima interpretazione.
- CHATEAU CROIZET BAGES – PAUILLAC: energia pura, frutto teso, turgido, vibrante e con allungo succoso di piccoli frutti e spezie.
- CHATEAU LARRIVET HAUT-BRION – PESSAC LÉOGNAN: tonicità e pulizia, volumi composti, anche al palato ha spinta e amalgama tra tannini, acidità, sale e volume.

- CHATEAU LESTAGE SIMON – HAUT-MÉDOC: tannino sottile e misurata tensione per una beva scaltra e impreziosita dal finale reattivo, con frutti rossi e origano.
- CHATEAU CANTEMERLE – HAUT MÉDOC: fresco ed invitante, frutti assortiti, spezie come cannella e zenzero, pepe fresco. Bocca delicata, tannini fusi alla componente alcolica, finale rilassato e godibile.
- CHATEAU BEAUREGARD – POMEROL: toni evoluti ma con assoluta grazia, un segno terroso e distinto, sottobosco, erbe mediterranee, complessità ed articolazione.
- CLOS DU MARQUIS – SAINT JULIEN: fresco, intenso, vivace, frutti di bosco e ciliegia. Bocca deliziosa, larga, succosa con chiusura in bella progressione.
- CHATEAU CANON – SAINT ÉMILION GRAND CRU: violette e vaniglia, cacao e ribes, un tocco di chiodo di garofano, sorso dolcemente delicato, tannino sottile e finale asciutto e vellutato.

- CHATEAU FLEUR CARDINALE – SAINT ÉMILION GRAND CRU: stazza e stratificazioni, morbido, alloro e marasca, un sovrapporsi di sfumature possenti, materiche.
- CHATEAU LA GAFFELIÈRE – SAINT ÉMILION GRAND CRU: quale meravigliosa complessità: lamponi, violette, erbe officinali. Volume soffice, sollevato e profondo, tannini fini e straordinaria chiusura stratificata.

- CHATEAU HAUT BRISSON – SAINT ÉMILION GRAND CRU: apertura ampia, frutta nera in evidenza, quindi toni nobili di distillato di rose e ibiscus, mostra una tensione aspra e un’acidità viva che muove oltre il calore e la polpa, allunga di tabacco.
- CHATEAU BEAU-SÉJOUR BÉCOT – SAINT ÉMILION GRAND CRU: grande tempra, volume e polpa imbrigliati che danno vita a un vino di grande eleganza, morbido ma dinamico, tannino fine e vibrante.

- CHATEAU VILLEMAURINE – SAINT ÉMILION GRAND CRU: profilo raffinato tra il glicine e il ribes selvatico, note pepate e succo di melograno, bocca molto distesa con tannini fini e ordinati.
- CHATEAU TOUR SAINT CHRISTOPHE – SAINT ÉMILION GRAND CRU: elegante e floreale con tonalità balsamiche, ha il sorso delicato con tannino ricercato e allungo fresco con chiusura pepata e profonda.
- CHATEAU CLOS FOURTET – SAINT ÉMILION GRAND CRU: si mostra fresco e scorrevole, energico ma delicato, bel ritmo e sensazioni riposanti con scossa tannica precisa.
Lele Gobbi




