Statistiche web
Eventi e manifestazioniNotizie e attualita

“Progetto D-Vino”: Le Donne del Vino si raccontano agli studenti degli istituti alberghieri e turistici

Da sinistra: Roberta Lanero, Roberta Urso, Donatella Cinelli Colombini e Antonietta Mazzeo
Da sinistra: Roberta Lanero, Roberta Urso, Donatella Cinelli Colombini e Antonietta Mazzeo

Un sabato che già assomiglia alla primavera, una città, Bologna, che ha bisogno di sognare un po’. Almeno nel calice, ma il 19 marzo, nella data della festa del papà ci porta lontani dal mondo onirico l’altra metà del cielo, in un’esplosione di energia.
L’associazione Donne del Vino sceglie proprio Bologna per presentare i risultati dei primi mesi di sperimentazione del Progetto D-Vino, ideato e promosso dall’associazione che prevede l’inserimento, negli istituti alberghieri e turistici, del racconto del mondo del vino, inteso come insegnamento non fatto da sola didattica ma da contatti e testimonianze dirette.
Gli onori di casa li fa la delegata dell’Emilia Romagna Antonietta Mazzeo, che insieme alle colleghe di Piemonte, Roberta Lanero e Sicilia, Roberta Urso unitamente alla presidente dell’associazione Donatella Cinelli Colombini tracciano un primo resoconto della sperimentazione che coinvolge, per l’anno scolastico 2021/2022, almeno 500 studenti di 8 istituti. Agli interventi e alle testimonianze si accosta anche Maura Zini, dirigente scolastica dell’Istituto Lazzaro Spallanzani di Castelfranco Emilia con il ruolo di capofila rispetto al Ministero dell’Istruzione. Il saluto iniziale del Senatore della Repubblica Italiana Dario Stefano già fa intendere ai presenti che dalle istituzioni c’è l’appoggio al meraviglioso progetto e i risultati presentati fanno sperare nel suo pieno sviluppo.
Roberta Urso, nel suo intervento, afferma che il metodo d’insegnamento proposto è piuttosto semplice in quanto si tratta di portare a scuola testimonianze dirette, suggerite proprio dalle Donne del Vino, dato che tra loro ci sono professioniste di tutta la filiera, produttrici, enotecarie, sommelier, ristoratrici, giornaliste, persone preposte all’hospitality e, come conferma Antonietta Mazzeo la reazione degli studenti nel capire l’enorme potenzialità e gli sbocchi lavorativi proposti, anche dal nuovo e trainante settore dell’enoturismo, sono tantissimi. Roberta Lanero ribadisce poi l’importanza di portare l’attenzione degli studenti su necessarie parti più tecniche come ad esempio la corretta lettura dell’etichetta, oltre che a perseguire nozioni come lo studio delle denominazioni di origine, anche quelle minori e gli abbinamenti cibo-vino.

Gruppo DdV Emilia Romagna con le delegate di Piemonte e Sicilia e la Presidente
Gruppo DdV Emilia Romagna con le delegate di Piemonte e Sicilia e la Presidente

Le Donne del Vino portano non rosei dati di indagini fatte mettendo a confronto diverse realtà europee e il nostro Paese è tra gli ultimi a dedicare attenzione e proporre programmi di insegnamento nel settore vitivinicolo. Eppure una realtà come quella italica, che non ha nulla da invidiare a nessun altro paese al mondo, anzi deve solo essere una guida, non istruisce i ragazzi degli istituti preposti a una corretta conoscenza di questa realtà.
Nel progetto vengono consigliate, oltre alle degustazioni visive, olfattive e solo per i maggiorenni anche gustative, le conoscenze dei territori e un orientamento sulla comunicazione delle esperienze.
Imparando a conoscere il vino attraverso i colori, gli aromi e i sapori, Le Donne del Vino si propongono anche di utilizzare influencer che possano tenere a debita distanza i giovani dall’abuso di alcol e questo argomento ha suscitato tra gli studenti particolare interesse.
Il progetto D-Vino si svolge durante le ore scolastiche senza allungare la presenza a scuola e sempre in presenza di docenti, Le Donne del Vino, oltre a raccontare loro del mondo enologico portano gli studenti presso aziende vitivinicole per far “toccare con mano” la realtà che li circonda.

Logo Progetto D-Vino

Gli Istituti coinvolti nella sperimentazione del Progetto D-Vino sono:
in Sicilia, Istituto Alberghiero Ignazio e Vincenzo Florio – Erice (TP); Istituto commerciale per il Turismo e professionale per l’ospitalità alberghiera Enrico Medi – Randazzo (CT); Istituto superiore per i servizi turistico/alberghieri Don Calogero Di Vincenti – Bisacquino (PA).
In Emilia Romagna, Istituto Lazzaro Spallanzani Castelfranco Emilia (MO); Raineri Marcora, Piacenza; Magnaghi Solari Salsomaggiore Terme (PR)
In Piemonte, Apf Colline Astigiane Scuola Alberghiera di Agliano-Asti e Istituto Umberto Primo Scuola Enologica di Alba.
La presidente Donatella Cinelli Colombini ha ribadito che “Il primo obiettivo di D-Vino è quello di dare loro maggiori prospettive di lavoro, ma ci sono anche obiettivi più strategici. L’Italia ha bisogno di riacquistare i flussi turistici esteri bloccati dal Covid e sa di avere nell’enogastronomia la calamita più forte. Per questo il solo insegnamento della storia dell’arte, che avviene attualmente, non basta per formare chi dovrà, in futuro, proporre la destinazione Italia oppure animare il soggiorno di chi arriva nel nostro Paese. Conoscere il vino e i territori del vino consentirà ai futuri managers del turismo di potenziare l’attrattività delle nostre regioni e avere degli argomenti in più per battere la concorrenza. Allo stesso modo una maggiore conoscenza del vino è fondamentale per chi si occupa di ristorazione e ottiene un terzo del suo fatturato sulle bottiglie che serve in tavola”.
Elevando la cultura del vino al giusto livello, si formeranno i nostri studenti, i nostri germogli che, sbocciando in un prossimo futuro, potranno indirizzare l’attenzione dei consumatori e dei turisti verso il corretto consumo e verso la conoscenza del nettare di Bacco mettendo in luce tutte le incredibili sfumature di cui è composto. Istruendo gli studenti degli istituti Alberghieri e Turistici potranno crearsi generazioni che vivranno nella piene conoscenza di un mondo spesso considerato marginale e il loro interagire favorirà l’interscambio di informazioni per il settore enoturistico.
Ma chi sono queste meravigliose Donne del Vino? Sono quasi 950 associate tra produttrici, ristoratrici, enotecarie, sommelier e giornaliste e sono la più grande associazione al femminile del mondo enologico. Le Donne del Vino sono in tutte le regioni italiane coordinate in delegazioni. L’associazione è senza scopi di lucro e promuove la cultura del vino e il ruolo delle donne nella filiera produttiva del vino.

Alessio Atti

Associazione Nazionale Le Donne del Vino
Tel: +39 02 867577
Sito: www.ledonnedelvino.com
Email: info@ledonnedelvino.com

Alessio Atti

Bolognese dentro, grafico di giorno e rapito dal mondo enologico la sera. Per un periodo la sera l'ha condivisa con un'altra passione viscerale, quella del football americano dove ha allenato per diversi anni. Da piccolo non sopportava l’odore dei bicchieri vuoti nei quali qualcuno aveva bevuto vino. Bianco o rosso che fosse. Ora ne cerca i dettagli anche perché comprende con l'età che accompagnare un tortellino in brodo con della sola acqua è svilente. Poi un pomeriggio a Bertinoro, in una cantina gli parlano di tannini, sapidità, colore e corpo e si inebria più del vino che aveva nel calice. Corsi, assaggi, degustazioni, visite in cantina, workshop, approfondimenti, voglia di sapere sono le sue priorità. Maestro Enogastronomo di AIES ha aperto un blog "discorsidivini" per condividere conoscenze e curiosità del mondo enogastronomico con tutti.

Articoli Correlati

Check Also
Chiudi
Pulsante per tornare all'inizio