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Metodo Classico Bolle Di Nebbia Dosaggio Zero

Metodo Classico Bolle Di Nebbia Dosaggio Zero Cascina BertolottoDegustatore: Andrea Li Calzi
Valutazione: @@@@
Data degustazione: 03/2022


Tipologia: VSQ Bianco
Vitigni: chardonnay, pinot nero
Titolo alcolometrico: 12%
Produttore: CASCINA BERTOLOTTO
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 15 a 25 euro


In controtendenza riguardo a quanto scritto nel mio articolo dedicato alla Cantina di Spigno Monferrato, Cascina Bertolotto presenta un’etichetta che rompe gli schemi. Nelle prossime pubblicazioni vedremo quanto lavoro è stato dedicato agli autoctoni del territorio quali dolcetto è brachetto, tuttavia il Bolle di Nebbia rappresenta la realizzazione di in sogno, quel sapiente mix che raggruppa tradizione e moderne tecnologie – con uno sguardo sempre orientato al futuro – fortemente voluto dall’ultima generazione della Famiglia Traversa rappresentata da Fabio e Giuseppe.
In cosa consiste questo traguardo? E’ molto semplice, non solo produrre un Metodo Classico in un territorio indubbiamente poco conosciuto in tal senso, ma realizzare un prodotto degno di nota puntando sull’affinamento prolungato sui lieviti, ben 120 mesi. I sedimenti arenari su cui vengono allevate le uve chardonnay e pinot nero donano al vino spiccata sapidità e un carattere che giustifica una scelta enologica tanto ambiziosa; riguardo al blend in questione troviamo un 70% della prima cultivar citata e un 30% della seconda. La sboccatura è stata effettuata circa 4 mesi fa tuttavia il perlage, complice il prolungato riposo, non risulta eccessivamente esuberante semmai è caratterizzato da una grana fine ed un ritmo incalzante.
La trama cromatica paglierino chiaro, è particolarmente vivace e luminosa, in controluce riflessi beige-oro antico. Il naso è sottile, ricco di fascino, non ostenta in nessun modo toni di frutta matura; dunque pera Williams, ribes bianco, susina gialla, grissini appena sfornati e un concreto ricordo di calcare frammisto a suggestioni erbacce, cardamomo, e rimandi alle erbe aromatiche della costa ligure, maggiorana in primis.
In bocca la sensazione tattile è d’assoluta cremosità: un sorso slanciato, verticale – il Dosaggio Zero in tal senso aiuta – incentrato sull’acidità dei frutti descritti e un finale dolce-sapido che richiama fortemente il terroir d’appartenenza. L’equilibrio, nonostante i soli 4 mesi post sboccatura è già piuttosto ragguardevole, si avverte una sorta di finale gourmand dato indubbiamente dai 10 anni sui lieviti.
L’ho abbinato a un piatto di agnolotti alessandrini spadellati con burro d’alpeggio e salvia, praticamente un rigore a porta vuota; il vino ha tenuto tranquillamente il piatto. Quattro chiocciole ben avviate verso la quinta, chissà se qualche altro annetto post sboccatura gioverà al raggiungimento di tale traguardo, ci sono buone possibilità a mio avviso.

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