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Campi Flegrei Falanghina Torrefumo 2018

Campi Flegrei Falanghina Torrefumo 2018 Cantine del MareDegustatore: Roberto Giuliani
Valutazione: @@@@
Data degustazione: 12/2021


Tipologia: DOC Bianco
Vitigni: falanghina
Titolo alcolometrico: 12,5%
Produttore: CANTINE DEL MARE
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 15 a 25 euro


Quando degusto i vini di un’azienda e rimango ogni volta interdetto perché non riesco a trovarne uno che non mi coinvolga, inizio a preoccuparmi. Insicurezza? No, non è questo, piuttosto mi chiedo se quei vini abbiano toccato delle corde particolari, abbiano trovato la chiave per risvegliare in me i sensi più nascosti. Mi succede assai di rado, e questo è un bene dal punto di vista del giudizio, ma quando si verifica devo necessariamente affinare il metodo per non rischiare di dare valutazioni esaltanti, condizionato da quei sensi fortemente stimolati.
Questioni che tendono a scomparire se mi rendo conto che non dipende dal mio stato d’animo, ma ho a che fare con vini realmente eccellenti.
La premessa era d’obbligo, perché con Cantine del Mare mi trovo proprio di fronte al caso descritto, anche questa Falanghina Torrefumo, che proviene dalla “Vigna Anfiteatro”, impiantata in un’antica cava di pietra tufacea di origine vulcanica, recuperata e rimessa in produzione con piante di circa vent’anni (quindi giovanissime, vista la media delle altre vigne aziendali), riesce a trasportarmi in quell’effluvio di profumi che sono un’incredibile miscellanea generata dal vicinissimo mare e dal terreno ricco di minerali.

Vigna Anfiteatro
Vigna Anfiteatro

Il vino è ottenuto da fermentazione in acciaio per 2 settimane a temperatura controllata, maturazione sempre in acciaio per 6 mesi e affinamento in bottiglia per altrettanti mesi.
Il risultato è davvero lodevole, anche perché la 2018 non è stata proprio un’annata semplice: colore oro lucente, bouquet che spazia su note iodate, ginestra, biancospino, nespola, agrumi dolci.
Al palato è sapidissimo, con buona freschezza nonostante le difficoltà dell’annata e un ritorno fruttato pieno e avvolgente, la sensazione minerale è evidente, c’è una bella vena balsamica e ritorni iodati a dare carattere al vino. Certamente in grado di andare avanti ancora per altri anni, testimoniando che anche la Falanghina può essere longeva e competere alla pari con Fiano e Greco. Sfiora la quinta chiocciola.

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