La grande orchestra del Collio pronta a stupire con le sue nuove sinfonie: Friulano e Ribolla

Il Collio, quel lembo di terra situato in provincia di Gorizia nel Nord-Est d’Italia, posto tra le Alpi Giulie e il mar Adriatico, ai confini con la Slovenia, rappresenta uno dei territorio più importanti del panorama vitivinicolo nazionale ed internazionale, soprattutto se si parla di vini bianchi.
Circa 1500 ettari vitati, tutti in collina.
Eccezionali le condizioni pedoclimatiche, con un clima mite, favorito dal influsso delle corrente calde del mare Adriatico e dalla presenza a nord delle Alpi Giulie che fanno da scudo alle correnti fredde provenienti da Nord.
La parte del protagonista la fanno i terreni, la Ponca come viene chiamata da queste parti, un mix di marne ed arenarie stratificate di origine eocenica che garantiscono una viticoltura di grande qualità e vini bianchi di spiccata mineralità e lunga longevità.
Una delle caratteristiche principali del Collio è quella di essere formato da tante piccole realtà produttive. Se si pensa che ci sono quasi 300 fra produttori ed imbottigliatori e la dimensione media aziendale è di 4 ettari, diventa evidente come questa importante zona sia una sorta di mosaico di tanti piccole realtà dove anche le aziende più grandi sono in definitiva delle piccole-medie imprese se paragonate con altre realtà del panorama mondiale.
Ma dietro a queste piccole aziende ci sono delle famiglie che da generazioni sono presenti sul territorio, autentici artigiani del vino capaci di donarci vere chicche enologiche.

La loro presenza è garanzia assoluta di rispetto e tutela del territorio, sia per il presente ma soprattutto per il futuro.
L’obiettivo è ovviamente quello di fare ottimi vini che poi devono essere anche venduti, ma l’aspetto commerciale non deve mai prevaricare quello della sostenibilità e tutela della propria terra natia. Chi ha una famiglia, dei figli, ha come obiettivo primario si quello di garantire la sussistenza economica ai propri cari, ma vuole anche che le generazioni che verranno dopo di lui, possano vivere in un territorio sano, in simbiosi con gli equilibri della natura.
Se questo è il lato forte di questo spaccato del Collio, l’eccessiva frammentazione ha generato qualche volta dei problemi nel creare un fronte comune omogeneo per affrontare le sfide che la globalizzazione e l’apertura verso i mercati del mondo ha posto in essere.
Volendo fare il paragone con una grande orchestra sinfonica, il Collio è fatto da tanti piccoli eccezionali solisti, capaci di deliziare con la loro musica anche solo seguendo il loro singolo spartito.
Ma vuoi mettere l’emozione e la forza d’urto che è capace di regalare un orchestra dove ogni singolo strumento dona parte della sua sinfonia alla collettività?
Fare musica insieme, lavorare per un progetto comune, permette di crescere, rappresenta un’inesauribile fonte di evoluzione, gratificazione, soddisfazione, che tutti possono vivere al di là delle differenze che una terra di confine come il Collio ha nel suo DNA e nella sua storia.

Naturalmente in un’orchestra non bastano i bravi musicisti, ma fondamentale diventa il supporto del direttore d’orchestra, che deve dirigere, organizzare e coordinare le attività del suo gruppo di lavoro.
Se si parla di vino e di Collio, questo ruolo spetta di diritto al Consorzio Collio che dal 2013 ha nella giovane figura di Robert Princic, il ruolo di presidente. L’esuberanza e l’innovazione giovanile sono affiancate dall’esperienza e competenza di personaggi del territorio che rivestono un ruolo importante per indirizzare le politiche del Consorzio nella giusta direzione: Roberto Felluga, giusto per fare un nome non a caso, è sicuramente una di queste importanti figure guida.
Una grossa novità nata dalla regia del consorzio Collio è stata la prima edizione di “Enjoy Collio Time“. Obiettivo principale di questa 5 giorni, iniziata il 14 giugno e conclusosi domenica 18 era quello di promuovere il vino del Collio, la sua storia, la sua cultura enogastronomica, con un programma fitto di convegni, degustazioni e visite alle cantine.
Ma scopo di questa prima edizione di “Enjoy Collio Time” era anche quello di presentare ufficialmente l’avvio del iter burocratico e delle procedure per il riconoscimento della Docg allargata all’intero territorio.
Niente di nuovo se si parla di qualità per il Collio se si pensa che già sotto amministrazione Asburgica, nel 1787, anticipando di circa 70 anni i bordolesi, fu redatto un documento che classificava 9 classi di vigneti, nelle contee di Gradisca e Gorizia, suddivise in ragione della loro bontà e qualità delle uve.
Uno specifico disciplinare di produzione, in fase di definizione e di approvazione, formalizzerà ciò che nei fatti ha già da anni le caratteristiche di una Docg, visto il modus operandi sempre rivolto alla qualità e massima eccellenza dei vini prodotti.
Le varietà, oggi riconosciute dal disciplinare in vigore, saranno le stesse (sono 17 i Collio da vitigno e due, il Bianco e il Rosso, che provengono da più varietà), ma due sono le novità da non trascurare, come già spiegato da Fosca Tortorelli nel suo →articolo.
Momento saliente della giornata di venerdì, a cui ho partecipato, è stata la degustazione alla cieca, presso l’Enoteca Regionale di Cormons, di 35 campioni di Friulano e 15 di Ribolla Gialla con prevalenza per l’annata 2016 e qualche assaggio del 2015.
L’annata 2016, è stata per il Collio di ottimo livello.
Condizioni climatiche ottimali, con alternarsi di giornate calde ed assolate e notti fresche, talvolta bagnate dalla pioggia, hanno permesso di portare in cantina uve sane e di qualità con ottimo bagaglio di precursori aromatici.
Gli assaggi di Friulano hanno espresso vini con ottime prospettive. Struttura, equilibrio e armonia nei profumi non mancano ma a mio parere sono vini ancora leggermente immaturi per esprime al meglio quelle che sono le potenzialità del vitigno, del territorio e dell’annata.
Stesso discorso per la Ribolla Gialla, anche se in questo caso i sapori freschi, vivaci e molto fruttati ne rendevano gli assaggi un po’ più pronti seppur con ampi margini di evoluzione.
Sicuramente il susseguirsi incalzante degli assaggi penalizza un po’ la degustazione in quanto sappiamo tutti che il vino, anche se giovane, ha bisogno del suo tempo per rivelarsi, ma quando il numero degli assaggi è consistente diventa giocoforza impossibile dedicare ai vini il tempo dovuto.
Comunque l’impressione sugli assaggi e stata positiva e consolida ancora di più la mia convinzione che un territorio come il Collio sia in grado di regalare vini di qualità nei vari stadi della loro crescita, anche se a parer mio le enormi potenzialità di questo lembo di terra diventano più evidenti nelle vecchie annate, capaci di regalarci vini di 15-20 anni che pur nella loro evoluzione mantengono intatta la freschezza che li fa reggere per così tanto tempo, smontando il falso mito che i vini bianchi non possano essere da lungo invecchiamento.
A suffragio di questa mia ferma convinzione è venuta in aiuto una gran bella degustazione svoltasi nel pomeriggio dove si sono messe a confronto 6 prestigiose etichette con annate che andavano dal 2013 al 2000. Autentiche chicche che dimostrano ancora una volta di più’ che se si lavora con serietà e qualità in vigna, in un territorio vocato alla viticoltura, si possono portare in cantina uve che poi regalano vini strepitosi che durano nel tempo.

La prima edizione di “Enjoy Collio Time” è stata definita dal presidente del Consorzio Robert Princic come l’anno zero di un evento di promozione e sviluppo dei canali comunicativi che vuole consolidarsi e migliorare di anno in anno a partire dalla prossima edizione. Le premesse e gli elementi per fare bene ci sono tutti.
Il mio più sincero augurio è che ci possa essere sempre più coesione e comunione di intenti per permettere a un grande territorio come il Collio di crescere sempre di più e di ottenere i risultati che merita in Italia e in tutto il resto del mondo.
Fra i numerosi campioni assaggiati alla cieca, voglio menzionare alcuni che sono risultati più persistenti nella mia memoria, e che sono andato successivamente a “smascherare” privilegiando l’annata 2016 con un passaggio nel 2015.

Assaggi Persistenti
Valutazione: da @ a @@@@@
Friulano Gradis’ciutta 2016
Giallo paglierino e naso da vero Tocai Friulano. Ai sentori di mandorla e fieno si uniscono la mela golden matura e i fiori gialli. Intenso e coinvolgente. In bocca la sapidità si contrappone alle note morbide creando un buon equilibrio. Il retrogusto ammandorlato non può che farci pensare al Friulano.
PERSISTENTE.
Valutazione: @@@@
Friulano Raccaro 2016
Espressione fedele di Tocai Friulano. Colore giallo paglierino intenso. Vino generoso, succoso. Al naso prevalgono note floreale di erbe di campo, frutta fresca e a guscio. Vino rotondo, vellutato, elegante, che accanto a una buona sapidità esprime note minerali che danno ottima freschezza in bocca.
La buona persistenza è il preludio finale di un vino armonico e vibrante.
RUSPANTE
Valutazione: @@@@
Friulano a Roncus 2015
Ottima rappresentazione del Friulano. Giallo paglierino tendente al dorato. Luminoso.
Al naso buona complessità e mineralità con sentori di fiori di campo, camomilla e frutta a polpa gialla dove prevale la pesca. In bocca morbido e caldo. Sapidità e freschezza che donano vivacità. Finale persistente con ritorni minerali e floreali.
LONGEVO
Valutazione: @@@@

Ribolla Gialla Marco Felluga 2016
Tipica Ribolla Gialla. Giallo paglierino brillante. Al naso colpiscono gli aromi delicati e floreali di fiori di magnolia, glicine e acacia. Frutta tropicale e agrumi canditi. Sentori di pompelmo e mela. In bocca buona acidità in equilibrio con la sapidità. Note minerali che identificano il territorio. Buona persistenza e freschezza continua in bocca che invita ancora alla beva.
ELEGANTE
Valutazione: @@@@
Ribolla Gialla Roncalto Livon 2016
Giallo paglierino molto vivo che illumina gli occhi. Al naso note floreali molto delicate di fiori gialli a cui si aggiungono sullo sfondo note fruttate a polpa gialla oltre che aggrumate di limetta. In bocca fresco elegante e di buon corpo. Equilibrato, persistente con note sapide nel finale.
INTRIGANTE
Valutazione: @@@@
Stefano Cergolj




