ODDERO – Figli Luigi Oddero
Indirizzo: Frazione Santa Maria – Borgata Bettolotti, 95 – 12064 La Morra (CN)
Tel.: +39 0173 500386
Fax: +39 0173 500328
Sito: www.figliluigioddero.it
Email: info@figliluigioddero.it
laVINIum – 11/2021
Già nel 1975 Mario Soldati, nella sua intervista riportata nel libro Vino al Vino, parlava di Luigi Oddero “come di un gentiluomo di campagna che racchiudeva in sé lo spirito contadino e la visione di lungo periodo, rappresentando la fusione tra le energie del passato e la volontà di guardare al futuro”.

Percorrendo su e giù i sentieri dei vigneti, a La Morra (CN), e assaggiando i suoi Barolo – nonché Barbaresco – 46 anni dopo non posso che confermare la tesi di uno tra gli autori più importanti e sensibili del Novecento, che queste colline le ha perlustrate e “degustate” a 360°.
La storia della Cantina Figli Luigi Oddero nasce grazie al pioniere che le dà il nome: enologo, uomo di grande spessore, curiosità e cultura, legato indissolubilmente alla propria terra, la Langa così ben descritta nei libri di un altro grande autore, Cesare Pavese. Luigi è soprattutto persona umile che tuttavia non si accontenta e soprattutto non ama dormire tra gli allori, insegnamento, quest’ultimo, che ha tramandato ai suoi figli. Grande sperimentatore e allo stesso tempo conservatore all’ennesima potenza: è stato un personaggio emblematico attento alle innovazioni tecniche senza mai dimenticare la propria storia familiare iniziata nell’800 dai nonni, già produttori e commercianti di vino.

Nonostante i vari tentativi riguardati l’inserimento dei cosiddetti vitigni internazionali, Luigi, sicuro di sé, diede sempre priorità e soprattutto preferenza a sua maestà nebbiolo, vitigno autoctono re di Langa, ma non solo: assicurò il giusto spazio alle varietà principali della zona quali barbera, dolcetto e freisa. Dopo avere intrapreso diverse strade riguardo la vinificazione e l’affinamento, a riprova della grande curiosità insita nel carattere di Luigi, il nostro protagonista preferisce seguire la strada della vinificazione tradizionale del Barolo, ovvero le classiche botti grandi.
Attenzione massima è riservata alla biodiversità in casa Oddero, tutto ciò deriva dalla grande passione per il territorio e la sua storia; l’Azienda coltiva dunque anche nocciole, pesche ed altri frutti tipici della bella Langa. Oggigiorno, dopo la scomparsa di Luigi, troviamo al timone la moglie Lena e i suoi figli: Maria e Giovanni, i cui nomi richiamano i nonni, coloro che iniziarono la secolare storia della Cantina.

È un’altra storia di grande tradizione familiare che vede alternarsi, di generazione in generazione, uomini e donne legati da un solo filo conduttore che può tranquillamente riassumersi in quattro parole: sacrificio, talento, rispetto e caparbietà. I vigneti degli Oddero si estendono per circa 32 ettari, 18 dei quali sono dedicati al nebbiolo. Tre i comuni principali per la produzione del Barolo in alcuni tra i cru più importanti: Rive a Santa Maria di La Morra, Rocche dei Rivera a Castiglione Falletto nella menzione geografica Scarrone, infine Vigna Rionda a Serralunga d’Alba, MGA che non ha certo bisogno di presentazioni tant’è l’importante nomea che nel corso degli anni si è costruita. Ultimo, non certo in termini d’importanza, il vigneto situato all’interno della menzione geografica aggiuntiva Rombone, in quel di Treiso (CN), celebre comune dov’è possibile produrre un altro gioiello autentico che ha reso celebri queste colline in tutto il mondo: il Barbaresco Docg.

Gli altri vitigni: dolcetto, barbera e freisa sono in buona parte dislocati nel comune di La Morra e Serralunga d’Alba sempre in provincia di Cuneo. Il Moscato d’Asti, invece, proviene da vigneti situati nella cascina Fiori nel comune di Trezzo Tinella (CN). Impossibile non considerare uno tra gli aspetti più importanti della Cantina Figli Luigi Oddero, ovvero l’approccio agronomico. Iniziamo col dire che la produzione integrata, ovvero ciò che i cugini d’Oltralpe definiscono “viticoltura ragionata”, si basa su tecniche e pratiche agricole finalizzate a realizzare un’agricoltura sostenibile a basso impatto ambientale; questo è il cosiddetto credo dell’Azienda. Vi è inoltre un abbandono totale di prodotti diserbanti e disseccanti, adottando – ove possibile – metodi di difesa biologica; il classico esempio è la confusione sessuale nei confronti della tignola della vite.

L’obiettivo finale resta quello di tutelare e salvaguardare un territorio piemontese meraviglioso, sito Unesco dal 2014, e raccogliere solo il meglio che la natura è in grado di offrire in termini di qualità della materia prima. La Cantina è situata a pochi passi da Santa Maria di La Morra, fu di proprietà di Luigi Parà. Trasferitosi in Langa da Cherasco (CN), il gentiluomo piemontese dell’epoca, decise di sperimentare nuove soluzioni agronomiche, il suo operato fu notevole tanto che Domizio Cavazza, direttore della scuola enologica di Alba, rimase colpito soprattutto dai metodi economici e innovativi adottati dall’Azienda. Oggigiorno di questa singolare figura umana, oltre a una miriade di aneddoti, resta in primis l’icona della Cantina Figli Luigi Oddero, la torre Specola, da cui il cavaliere Parà osservava il lavoro in vigna e con un rudimentale megafono impartiva ordini ai braccianti.
La tradizione continua anche nel senso pratico del termine: vasche di cemento e botti grandi di rovere francese, classico connubio che è memoria storica di queste colline. Uno stile intramontabile che permette di tradurre fedelmente, e senza vizi di sorta, le mille sfaccettature insite in un terreno straordinario che attraverso le prossime tre pubblicazioni vedremo nel dettaglio. Figli Luigi Oddero presenta tre etichette: Barbaresco Rombone 2018, Barolo 2017 e Barolo Rocche Rivera 2017.
Andrea Li Calzi
| Vini degustati | Annata | Prezzo | Voto |
|---|---|---|---|
| Barolo | 2012 | da 25 a 50 euro | @@@ |
| Barbaresco Rombone | 2016 | da 25 a 50 euro | @@@@ |
| Barbaresco Rombone | 2018 | da 25 a 50 euro | @@@@ |
| Barolo | 2017 | da 25 a 50 euro | @@@@@ |
| Barolo Rocche Rivera | 2017 | oltre 50 euro | @@@@@ |