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Barbaresco Rombone 2018

Barbaresco Rombone 2018 Figli Luigi OdderoDegustatore: Andrea Li Calzi
Valutazione: @@@@
Data degustazione: 12/2021


Tipologia: DOCG Rosso
Vitigni: nebbiolo
Titolo alcolometrico: 14,5%
Produttore: ODDERO – Figli Luigi Oddero
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 25 a 50 euro


Chi segue da anni Lavinium, e di conseguenza anche i miei articoli, sa che al comune di Treiso (CN) ho dedicato un lungo approfondimento attraverso i vini di svariate cantine del territorio. Per continuare di buona lena il viaggio intrapreso è arrivato il momento di parlare dell’MGA (Menzione Geografica Aggiuntiva) Rombone, la stessa prende il nome dalla località dove la Cantina Figli Luigi Oddero alleva uve nebbiolo per la produzione del Barbaresco DOCG. Il suddetto comune, alla stregua di Neive, parte della frazione d’Alba San Rocco Seno d’Elvio e Barbaresco, è inserito a pieno titolo nel disciplinare di produzione del celebre vino langarolo prodotto sulle colline che sovrastano il fiume Tanaro, in un paesaggio di rara bellezza, sito Unesco dal 2014.
Le uve vengono allevate con il sistema di controspalliera con filari distanziati a 2 metri, potatura Guyot ad archetto, a un’altitudine media di circa 250 mt. s.l.m., su terreni formati da marne grigio biancastre con strati argillo – sabbiosi. L’esposizione è sud – sud ovest. L’azienda pratica l’inerbimento controllato, senza l’utilizzo di diserbanti, erbicidi e disseccanti. Solitamente l’uva viene raccolta rigorosamente a mano durante l’ultima quindicina di settembre, scelta rigorosa dei grappoli in vigna e soprattutto prima delle fasi di diraspa – pigiatura.
In cantina la fermentazione con macerazione attraversa un periodo di 10 – 15 giorni, vengono utilizzano lieviti indigeni; la malolattica è svolta tra l’inverno e la primavera successiva. Affina in recipienti d’acciaio inox con successivo passaggio in botti di legno di rovere di media e grande capacità per almeno 18 mesi; una volta in bottiglia riposa per almeno 12 mesi prima di essere messo in commercio. L’annata 2018, caratterizzata da un andamento altalenante, può definirsi annata a quattro stelle.
Versato all’interno del calice il manto rubino è attraversato in controluce da lampi granato, tonalità vivace, calda, come il suo respiro, un susseguirsi di dolci note speziate: cannella, chiodo di garofano su refoli agrumati stimolanti di arancia rossa, amarena e tabacco in foglie, caucciù; con lenta ossigenazione il richiamo è prettamente legato al terreno, pietra frantumata a sabbia umida. In bocca mostra ampiezza senza risultare adombrante, il tannino, già piuttosto godibile, ha grana fine e risulta dolce; un sorso molto elegante, dotato di freschezza in linea con una sapidità che conquista il palato e convince. Quattro chiocciole ad un passo dalla quinta.
Perfetto su un piatto di agnolotti gobbi ai tre arrosti, piatto tipico della tradizione natalizia astigiana-albese.

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