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Doc e DocgLe regole del vino

Le DOC del Piemonte: Grignolino del Monferrato Casalese

mappa vino doc Grignolino del Monferrato Casalese


❂ Grignolino del Monferrato Casalese D.O.C.
(D.M. 26/6/1974 – G.U. n.266 del 11/10/1974; ultima modifica P.M. del 4/8/2022, approvato con Regolamento di Esecuzione (UE) 2024/2155 della Commissione del 5/8/2024)


zona di produzione
● in provincia di Alessandria: Alfiano Natta, Altavilla Monferrato, Camagna Monferrato, Camino, Casale Monferrato (esclusa la parte sulla riva sinistra del Po), Castelletto Merli, Cella Monte, Cereseto, Cerrina Monferrato, Coniolo (esclusa la parte sulla riva sinistra del Po), Conzano, Cuccaro Monferrato, Frassinello Monferrato, Gabiano, Mombello Monferrato, Montecestino, Murisengo, Odalengo Grande, Odalengo Piccolo, Olivola, Ottiglio, Ozzano Monferrato, Pontestura, Ponzano Monferrato, Rosignano Monferrato, Sala Monferrato, San Giorgio Monferrato, Serralunga di Crea, Solonghello, Terruggia, Treville, Vignale Monferrato, Villadeati e Villamiroglio;


base ampelografica
anche riserva: min. 95% grignolino, freisa e/o barbera max. 5%;
spumante rosato: min. 95% grignolino, freisa e/o barbera max. 5%;


norme per la viticoltura
le condizioni di coltura dei vigneti devono rispondere ai requisiti esposti ai punti che seguono:
terreni: calcarei – argillosi -e loro eventuali combinazioni;
giacitura: esclusivamente collinare. Sono da escludere i terreni di fondovalle, umidi e non sufficientemente soleggiati;
esposizione: adatta ad assicurare una idonea maturazione delle uve;
densità d’impianto: quelle generalmente usate in funzione delle caratteristiche peculiari delle uve e del vino. I nuovi impianti e i reimpianti, dal momento dell’entrata in vigore del presente disciplinare, dovranno avere un numero di ceppi per ettaro non inferiore a 4.000;
forme di allevamento e sistemi di potatura: quelli tradizionali (forme di allevamento: la controspalliera con vegetazione assurgente; sistemi di potatura: il Guyot tradizionale, il cordone speronato basso e/o altre forme comunque atte a non modificare la qualità delle uve);
è ammessa l’irrigazione di soccorso;
la resa massima di uva in coltura specializzata deve essere di 8 t/Ha e il titolo alcolometrico volumico minimo naturale di 11,50% vol. (9,50% vol. per la versione spumante rosato, 12.00% vol. per le versioni riserva, vigna e riserva vigna);


norme per la vinificazione
le operazioni di vinificazione, elaborazione e invecchiamento devono essere effettuate all’interno della zona di produzione; tuttavia, è consentito che tali operazioni vengano effettuate nell’intero territorio della provincia di Alessandria e nei Comuni astigiani di Viarigi, Montemagno, Casorzo, Grazzano Badoglio, Moncalvo, Penango, Calliano, Tonco, Montiglio Monferrato e Robella d’Asti;
La tipologia spumante deve essere ottenuta esclusivamente con rifermentazione naturale in
bottiglia con permanenza sui lieviti per almeno 18 mesi;
il vino “Grignolino del Monferrato Casalese” Riserva deve essere sottoposto a un periodo di invecchiamento minimo così definito:
Durata: 30 mesi di cui almeno 18 mesi in contenitori di legno;
Decorrenza: 1° novembre dell’anno di raccolta delle uve;
per il vino “Grignolino del Monferrato Casalese” Riserva è ammessa la colmatura con uguale vino conservato in altri recipienti per non più del 5% del totale del volume nel corso dell’invecchiamento obbligatorio;


norme per l’etichettatura e il confezionamento
nella designazione dei vini “Grignolino del Monferrato Casalese” e “Grignolino del Monferrato Casalese” Riserva, la denominazione di origine può essere accompagnata dalla menzione “vigna“, seguita dal relativo toponimo o nome tradizionale;
le bottiglie in cui vengono confezionati i vini Grignolino del Monferrato Casalese, anche vigna, devono essere in vetro, di forma e colore tradizionale, di capacità consentita dalla legge, ma comunque non inferiore a 18,7 cl e con esclusione del contenitore da 200 cl. Le chiusure per il vino Grignolino del Monferrato Casalese, anche vigna, sono quelle consentite dalla normativa vigente, con esclusione del tappo a corona;
le bottiglie in cui vengono confezionati i vini “Grignolino del Monferrato Casalese” Riserva, anche vigna, devono essere in vetro, di forma e colore tradizionale, nelle capacità di litri: 0,187 / 0,250 / 0,375 / 0,500 / 0,750 / 1,000 / 1,500 / 3,000 / 5,000 (con esclusione della dama) 6,000 / 9,000 / 12,000 / 18,000;
per il vino “Grignolino del Monferrato Casalese” Riserva e “Grignolino del Monferrato Casalese” Riserva Vigna è obbligatorio l’utilizzo del tappo di sughero;
nella designazione e presentazione dei vini a Denominazione di Origine Controllata “Grignolino Monferrato Casalese” Spumante rosato è consentita esclusivamente l’utilizzazione delle diciture “fermentazione in bottiglia secondo il metodo tradizionale”, o “metodo tradizionale”, o “metodo classico”, o “metodo classico tradizionale” alle condizioni previste dalla normativa vigente. È pertanto vietata nella designazione dei vini a Denominazione di Origine Controllata “Grignolino Monferrato Casalese” Spumante rosato l’utilizzazione della semplice dicitura “fermentazione in bottiglia”;
nell’etichettatura dei vini “Grignolino del Monferrato Casalese” può essere omessa la preposizione articolata “del“;
sulle bottiglie contenenti il vino “Grignolino del Monferrato Casalese” l’indicazione dell’annata di produzione delle uve è obbligatoria, con l’esclusione della tipologia spumante rosato non millesimato;
la durata del processo di elaborazione sui lieviti, a partire dall’imbottigliamento non deve essere inferiore a diciotto mesi per i vini Denominazione di Origine Controllata “Grignolino Monferrato Casalese” Spumante rosato;
per il vino “Grignolino del Monferrato Casalese” Spumante rosato è vietato l’utilizzo delle seguenti tipologie di chiusure:
– tappo costituito in prevalenza da materiale plastico/sintetico;


legame con l’ambiente geografico
A) Informazioni sulla zona geografica
Il Monferrato casalese o basso Monferrato è un sistema collinare compreso tra i 120 e i 350 metri s.l.m., con alcune elevazioni maggiori e si trova nel cuore della fascia temperata infatti il 45º parallelo attraversa il Comune di Vignale Monferrato.
Le Alpi e il mare (rispettivamente a circa 130 e 90 km) influenzano il clima del Monferrato e lo rendono ottimale per la pianta della vite. I terreni del Monferrato e la roccia sottostante che li ha originati derivano da sedimenti marini più o meno profondi. La “linea di spiaggia” è ancora riconoscibile nelle zone dove i suoli da limosi e chiari diventano sabbiosi e più scuri (Viarigi, Castagnole Monferrato). La base ampelografica prevede oltre al Grignolino la possibile aggiunta fino al 5% di Freisa e/o Barbera. I vigneti devono essere impiantati con sistema di allevamento a vegetazione assurgente e con potatura di tipo tradizionale e quindi a guyot.
B) Informazioni sulla qualità o sulle caratteristiche del prodotto essenzialmente o esclusivamente attribuibili all’ambiente geografico
A questa matrice calcarea, alcalina, piuttosto povera di nutrienti, si legano le caratteristiche dei suoli e quindi del vino di questa denominazione, ricco di note fruttate, che si ottengono da questo particolare “terroir”.
I vini hanno un colore molto tipico, espressione varietale inequivocabile: rosso rubino a volte tenue, dai riflessi che possono variare dall’aranciato al granata. Il gusto è pieno, con una tannicità di rilievo, fresca l’acidità mitigata dalla fermentazione malolattica, necessaria per evitare sinergie dal risvolto astringente, in equilibrio con l’impianto polifenolico.
Il profumo è complesso, dalle evidenti note speziate accostate a sentori freschi di piccoli frutti rossi.
Non mancano le note floreali, soprattutto di rosa e di viola.
I vini possono presentare titoli alcolometrici totali minimi di 11,5% vol., ma le misure più frequenti oscillano tra 12,5 e 14% vol. L’acidità totale minima è 4,5 g/l; le misure più frequenti sono tra 5 e 5,5 g/l, ma si possono trovare vini, in annate particolarmente fresche, che arrivano a 5,8/6 g/l.
L’estratto non riduttore minimo è 20 g/l, ma le misure più frequenti sono tra 22 e 25 g/l.
Vini spumanti
Le condizioni ambientali e pedoclimatiche e la naturale giacitura collinare dell’areale del Monferrato Casalese in cui si coltiva il Grignolino permettono di ottenere con accurata selezione, ottime uve da base spumante.
L’escursione termica tra giorno e notte, esposizioni più fresche e una raccolta opportunamente anticipata assicurano al vino acidità, sapidità e un potenziale zuccherino adeguati alla produzione di vini base idonei alla rifermentazione in bottiglia.
I vini spumanti ottenuti dalle uve della varietà Grignolino hanno un colore rosato con riflessi che vanno da aranciati a giallognoli; l’intensità può essere più o meno accentuata in funzione del grado di pressatura dell’uva e del livello di maturazione raggiunto; la tonalità è influenzata anche dalla particolare natura del terreno, dalla sua componente sabbiosa e del rapporto quantitativo tra sabbia e argilla; il sapore è fresco e pieno; il retrogusto è amarognolo.
Il profumo aggiunge alle note fermentative, tipiche degli spumanti Metodo Classico, un leggero sentore speziato che definisce la varietà. La permanenza sui lieviti di 18 mesi o più garantisce complessità all’aroma, e contribuisce a esaltarne le note di tipicità.
Il titolo alcolometrico totale si riscontra mediamente intorno a 12,0% vol., ma si possono misurare anche valori in un intervallo più ampio che va da 11,5 a 13,5 % vol. L’acidità totale media è compresa tra 5,5 e 7,0 g/l e l’estratto molto variabile in funzione del diverso grado di pressatura può oscillare da 15 g/l a 21 g/L. Il tenore zuccherino fa riferimento ai limiti di legge per i vini spumanti.
C) Descrizione dell’interazione causale fra gli elementi di cui alla lettera A) e quelli di cui alla lettera B)
Per molto tempo i Vignaioli di questa zona erano conferenti d’uva e vino per delle grandi case commerciali che avevano la loro sede nei paesi e nelle cittadine vicine. Aziende famose compravano qui uve e vino per commercializzarlo con il proprio nome. In questo modo, però, i contadini non avevano alcuna possibilità di trasformare e vendere il proprio raccolto rimanendo solo dei fornitori di materie prime a basso costo per i grandi nomi. Solo molto tempo dopo la fine della seconda guerra mondiale i contadini cominciarono a trasformare il prodotto della vite di grignolino direttamente e a produrre il proprio vino determinando, così, la crescita di una nuova economia che rimane ad oggi il ramo più importante dell’agricoltura della zona del Monferrato casalese.

Roberto Giuliani

Figlio di un musicista e una scrittrice, è rimasto da sempre legato a questi due mestieri pur avendoli traditi per trent’anni come programmatore informatico. Ma la sua vera natura non si è mai spenta del tutto, tanto che sin da ragazzo si è appassionato alla fotografia e venticinque anni fa è rimasto folgorato dal mondo del vino, si è diplomato sommelier e con Maurizio Taglioni ha fondato Lavinium, una delle prime riviste enogastronomiche del web, alla quale si dedica tutt’ora anima e corpo in qualità di direttore editoriale. Collabora anche con altre riviste web e ha contribuito in più occasioni alla stesura di libri e allo svolgimento di eventi enoici. Dal 2010 collabora all'evento Terre di Vite di Barbara Brandoli e dal 2011 fa parte del gruppo Garantito Igp.

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