Le DOC del Trentino: Lago di Caldaro o Caldaro (Kalterersee o Kalterer)

❂ Lago di Caldaro o Caldaro (Kalterersee o Kalterer) D.O.C.
(Approvato con D.P.R. 23/3/1970 – G.U. n.115 del 9/5/1970; ultima modifica D.M. 7/3/2014, pubblicato sul Sito ufficiale del Mipaaf, Sezione Qualità e Sicurezza Vini DOP e IGP)
► zona di produzione
● in provincia di Bolzano (vedi la scheda dell’Alto Adige): comprende in parte i territori dei comuni di Andriano, Appiano, Bronzolo, Caldaro, Cortaccia, Egna, Magré all’Adige, Montagna, Nalles, Ora, Termeno e Vadena;
● in provincia di Trento: comprende in parte i territori dei comuni di Cembra, Faedo, Giovo, Lavis, Lisignago, Mezzocorona, Roveré della Luna e San Michele all’Adige;
► base ampelografica
● scelto (Auslese), classico, classico superiore, scelto classico, scelto classico superiore: schiava grossa e/o schiava gentile e schiava grigia, possono essere presenti nei vigneti, per la differenza fino al 15% altri vitigni a frutto di colore analogo, idonei alla coltivazione nelle province autonome di Bolzano e di Trento;
► norme per la viticoltura
● è consentita l’irrigazione di soccorso;
● la resa massima di uva ammessa in coltura specializzata e il titolo alcolometrico volumico minimo naturale devono essere di 14 t/Ha e 10,00% vol. (11,00% vol. per la tipologia Scelto o Auslese). In annate con andamento climatico particolarmente sfavorevole le province autonome di Trento e Bolzano, di comune accordo, con deliberazioni delle rispettive giunte provinciali, possono ridurre, con esclusione della tipologia “Lago di Caldaro” classico superiore, il titolo alcolometrico volumico naturale minimo nella misura massima dello 0,50% vol.;
► norme per la vinificazione
● le operazioni di vinificazione devono avvenire all’interno delle zone di produzione delimitate, tuttavia, tenuto conto delle situazioni tradizionali di produzione, è consentito che tali operazioni siano effettuate nell’ambito dell’intero territorio delle province autonome di Bolzano e Trento;
● è ammesso l’arricchimento alle condizioni e nei limiti previsti dalla normativa comunitaria in vigore, ad esclusione dei vini con la qualifica “Scelto” (Auslese);
► norme per l’etichettatura e il confezionamento
● Il vino “Lago di Caldaro” o “Caldaro” ottenuto da uve selezionate aventi un titolo alcolometrico volumico naturale minimo dell’11,00% vol. e immesso al consumo con un titolo alcolometrico volumico totale minimo non inferiore all’11,50% vol. può portare la qualificazione aggiuntiva “Scelto” (Auslese). In caso di annate con andamento climatico particolarmente sfavorevole, le province autonome di Trento e Bolzano, di concerto, possono ridurre il predetto titolo alcolometrico volumico naturale minimo dall’11,00% vol al 10,50% vol.;
● sulle bottiglie o altri recipienti deve figurare l’indicazione dell’annata di produzione delle uve;
● il vino «Lago di Caldaro» o «Caldaro» qualificato «Scelto» (o Auslese) deve essere immesso al consumo esclusivamente in bottiglie di vetro di volume nominale da 0,375 litri e da 0,750 litri e rispettivi multipli;
► legame con l’ambiente geografico
● A) Informazioni sulla zona geografica
◉ Fattori naturali rilevanti per il legame
L’Oltradige, il cuore della zona della DOP “Lago di Caldaro” o “Caldaro” è uno dei simboli della tradizione enologica dell’Alto Adige, si estende dalle pendici della Mendola alle colline del versante occidentale della Valle dell’Adige tra Bolzano e Termeno. Appiano e Caldaro, due comuni viticoli per tradizione, sono quelli con l’estensione più ampia della provincia. Il Lago di Caldaro conia il paesaggio conferendogli un’atmosfera mediterranea. Oltre all’Oltradige la zona della DOP “Lago di Caldaro” o “Caldaro” si estende in parte anche in alcuni paesi limitrofi della provincia di Trento.
Nel grazioso paesaggio lungo la Strada del Vino, i vigneti già da secoli hanno condizioni perfette. Al nord, le alpi formano un bastione che tiene lontano il vento freddo e dal sud il clima mite mediterraneo si fa sentire. Almeno 15° C di temperatura media servono al vino per maturare bene.
Circa 1.800 ore di sole all’anno offrono alla vite ed all’uva una media temperatura di 18° C, quindi condizioni ideali per la crescita delle uve.
Precipitazioni e una terra riscaldata, molle e ben arieggiata – gran parte terra calcarea e sedimentazioni di morene e fiumi – contribuiscono all’alta qualità dell’uva.
Per quanto concerne il suo territorio, la zona viticola di Caldaro è molto particolare. Le caratteristiche geologiche cambiano da vigneto a vigneto. Sui pendii collinari coltivati a vite predomina il terreno ghiaioso derivato dai movimenti dei ghiacciai e dalla conseguente erosione.
Attorno a Caldaro il suolo è prevalentemente di origine vulcanica: porfido rosso mescolato ad argilla e sabbia. Su questo terreno secco e povero di humus, per assorbire acqua la vite è costretta a sviluppare radici profonde. Nella porzione meridionale del territorio coltivato a vite è diffuso il terreno calcareo-dolomitico.
La zona viticola della DOP “Lago di Caldaro” o “Caldaro” comprende 565 ettari che corrispondono a una produzione annuale di 60.000 ettolitri di vino.
◉ Fattori umani rilevanti per il legame
Lungo la Strada del Vino dove troviamo anche il centro del “Lago di Caldaro” o “Caldaro” ci troviamo nella più antica zona vitivinicola di tutta l’area di lingua tedesca. Già 500 a. C. in quest’area è stato prodotto vino. E anche i Romani sapevano apprezzare il buon vino. E dato che questi già allora sapevano come stagionar il vino in botti di legno, la qualità del vino era ottima. Infine il vino venne trasportato da qui fino a Roma nella casa imperiale. Durante l’età medioevale invece i nobili, ricchi e naturalmente anche vescovi e monaci realizzavano il trasporto del vino dell’Alto Adige in Austria e Germania del sud.
La cultura della viticoltura, soprattutto dal 1905 ha preso una grande importanza a livello economico sociale nella vita degli abitanti lungo la Strada del Vino. Da quell’anno in poi sono nate le diverse cantine produttori e aziende agricole, che hanno come obiettivo di produrre vino buono del gusto e di alta qualità.
Fino alcuni anni fa, il tipo d’allevamento più diffuso era il sistema a pergola. Il “tetto” che si forma sopra la vite protegge l’uva dal sole diretto come anche dalla grandine. Oggi, in parte si trova anche il sistema a spalliera, dato che facilita l’uso di macchinari.
▪ Base ampelografica dei vigneti: i vitigni idonei alla produzione del vino in questione sono quelli tradizionalmente coltivati nell’area di produzione;
▪ Le forme di allevamento, i sesti d’impianto e i sistemi di potatura che, anche per i nuovi impianti, sono quelli tradizionali e tali a perseguire la migliore e razionale disposizione sulla superficie delle viti per agevolare l’esecuzione delle operazioni colturali.
▪ Le pratiche relative all’elaborazione dei vini sono quelle tradizionalmente consolidate in zona per la vinificazione di vini tranquilli.
● B) Informazioni sulla qualità o sulle caratteristiche del prodotto essenzialmente o esclusivamente attribuibili all’ambiente geografico
L’Oltradige, il cuore della zona del “Lago di Caldaro” è uno dei simboli della tradizione enologica dell’Alto Adige, si estende dalle pendici della Mendola alle colline del versante occidentale della Valle dell’Adige tra Bolzano e Termeno. Appiano e Caldaro, due comuni viticoli per tradizione, sono quelli con l’estensione più ampia della provincia. Il Lago di Caldaro conia il paesaggio conferendogli un’atmosfera mediterranea.
Facendo riferimento alle ricerche condotte dall’istituto sperimentale e altre organizzazioni del settore, le caratteristiche geologiche, cambiano da vigneto a vigneto. Sui pendii collinari coltivati a vite predomina il terreno ghiaioso derivato dai movimenti dei ghiacciai e della conseguente erosione.
Tenendo conto che il prodotto “Lago di Caldaro” al livello economico svolge un ruolo importante i produttori dello stesso tengono in evidenza i risultati delle ricerche per conoscere a fondo i fattori ambientali e viticoli che influiscono sulla qualità del vino.
Il vino con la denominazione di origine “Lago di Caldaro” che da secoli è protagonista della vita della sua gente è un vino che in poco tempo ha sviluppato un suo carattere particolare. Il vino “Lago di Caldaro” è caratterizzato da un aroma fruttato con sentori di ciliegia, lampone, mandorla amara e violetta. È un vino secco, strutturato con tannini morbidi e un grado di acidità gradevole. Stimolante e dalla beva facile, si presta per essere bevuto in tutte le occasioni.
Il vino di cui al presente disciplinare di produzione presenta, dal punto di vista analitico e organolettico, caratteristiche molto evidenti e peculiari, che ne permettono una chiara individuazione e tipicizzazione legata all’ambiente geografico.
● C) Descrizione dell’interazione causale fra gli elementi di cui alla lettera A) e quelli di cui alla lettera B)
Dolci colline coperte di rigogliosi vigneti, maestosi castelli e nobili case padronali danno un’impronta caratteristica allo splendido paesaggio della zona del “Lago di Caldaro”. Qui siamo nel cuore della vitivinicoltura altoatesina. Le favorevoli condizioni climatiche, senza forti sbalzi di temperatura e con un inverno non troppo rigido e piuttosto tardo, garantiscono uno sviluppo ottimale delle viti. La varietà prevalente del Lago di Caldaro è la Schiava, che è di casa nel microclima temperato che caratterizza le zone vicine al lago di Caldaro, dove riesce a sviluppare anche il suo particolare aroma di mandorle. Possono fregiarsi della denominazione “Lago di Caldaro” i vini Schiava provenienti dalle zone di produzione Caldaro, Appiano, Termeno, Cortaccia, Egna, Montagna, Ora, Vadena, Bronzolo, Nalles, Andriano e Magrè, ma anche dai seguenti comuni del vincino Trentino: Roverè della Luna, Mezzacorona, Faedo, San Michele all’Adige, Lavis, Giovo, Lisignago e Cembra. Nel caso in cui il “Lago di Caldaro” venga prodotto nei comuni appartenenti all’Alto Adige possono essere aggiunte le diciture “classico” e “Alto Adige”.




