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Guida ai Vini del Friuli Venezia Giulia 2006


   
 

Guida ai Vini del Friuli Venezia GiuliaIl Friuli è una terra meravigliosa, ho avuto modo più volte di apprezzarne i luoghi, la cucina e, soprattutto le persone. Non posso certo generalizzare, anche se credo che le mie impressioni siano corrette, ma la gente che ho conosciuto, proveniente da zone diverse della regione, è davvero splendida. Inizialmente può apparire un po’ formale, anche se sempre accogliente ed educata, ma è solo una caratteristica del primo approccio. Poi, quando entri in contatto, ti aprono le porte senza reticenze, si raccontano, ti rendono partecipe della loro realtà e delle loro esperienze e… ti emozionano, perché ti trasmettono ciò in cui credono. Il lavoro, soprattutto per chi abbraccia il campo dell’enogastronomia e, quindi, dei rapporti sociali, è vissuto con un gran senso di responsabilità, ma anche con passione e dedizione non comuni. Vale la pena conoscere la storia e la cultura di questa regione, che non ha certo avuto vita facile. La parte goriziana e triestina ha subito il dominio dell’impero austroungarico per cinquant’anni, ma il Friûl-Vignesie Julie – com’è chiamato in friulano – è stato invaso da barbari, longobardi, turchi, truppe napoleoniche, dai veneziani, ha subito la tragedia della prima e della seconda guerra mondiale. E per quanto riguarda la viticoltura non è andata meglio: nel 1888 comparve la fillossera, che portò devastazione in tutta la regione fino agli anni ’40. Un popolo con questo vissuto doloroso, che ha dovuto fare i conti anche con il devastante terremoto del 6 maggio 1976, non poteva che avere una fibra eccezionale, un attaccamento alle proprie radici profondo e inespugnabile, tramandato di generazione in generazione.

Oggi il “Vigneto chiamato Friuli” conta su una superficie di 15.400 ettari, 9.000 di uve a bacca bianca e 6.400 a bacca rossa, una produzione di 85 milioni di bottiglie a denominazione di origine (oltre il 60% del totale), 24 mila persone coinvolte. Con questi numeri era indispensabile produrre una guida che fotografasse in modo dettagliato e puntuale il lavoro svolto da una intera regione, riportando, attraverso un attento e professionale esame, il meglio della produzione vitivinicola. Così, nel 2002 viene pubblicata la prima edizione della Guida ai Vini del Friuli Venezia Giulia, a cura delle Camere di Commercio di Gorizia, Pordenone, Trieste e Udine, con il contributo attivo dei nove Consorzi di tutela dei vini a denominazione di origine e il lavoro di una commissione di esperti degustatori, componenti del Comitato di gestione, che hanno esaminato 589 vini. Negli anni successivi, il Comitato di gestione ha migliorato il regolamento, grazie anche ai suggerimenti dei produttori coinvolti, e la Guida si è arricchita di nuovi contenuti, ampliando anche lo spazio dedicato agli aspetti turistici della regione. Con la versione 2006, giunta alla quinta edizione, la Guida ai Vini del Friuli Venezia Giulia – scritta in italiano, inglese e tedesco – si compone di oltre 450 pagine, vede coinvolte 225 aziende (140 della provincia di Udine, 53 di Gorizia, 30 di Pordenone e 2 di Trieste) e presenta ben 906 vini, che hanno raggiunto la valutazione minima di 78 centesimi. La commissione di degustatori, ha esaminato 1.150 campioni rigorosamente alla cieca, in 94 sedute, seguendo il metodo sensoriale dell’Union Internationale des Oenologues (descritto all’interno della guida). Fra le novità di quest’anno le “Stelle della Guida“, una nuova sezione dedicata ai vini che hanno raggiunto i punteggi di eccellenza, ben 43, sulla base della doppia valutazione prevista dal regolamento.

Condivido pienamente la scelta di presentare le schede dei vini senza il punteggio assegnato, pratica fin troppo frequente che spesso non rende giustizia al valore intrinseco dei prodotti e al faticoso lavoro svolto dagli uomini in vigna e in cantina. Non avrebbe alcun senso scrivere un punteggio su vini che, nella peggiore delle ipotesi, hanno raggiunto quota 78 centesimi, valore di assoluta qualità che ne giustifica certamente l’acquisto. Un altro merito di questa preziosa guida è quello di non aver premiato solo i vini di aziende arcinote, ma di aver saputo valutare con onestà e autonomia anche prodotti meno blasonati e assolutamente meritevoli. Fa piacere, accanto a vini di conosciuto calibro come il Pomèdes di Roberto Scubla, il Tocai Friulano di Russiz Superiore, il Montsclapade di Girolamo Dorigo, il Carantan di Marco Felluga, solo per citarne alcuni, la presenza del Picolit dei Vinài dell’Abbàte, del Pinot Grigio di Borgo Savaian, dello Schioppettino di Rieppi, del Tango di Alberice o del Cabernet Franc di Grudina. Fra le aziende presentate mancano purtroppo alcuni nomi noti come Schiopetto, Villa Russiz, Jermann, Volpe Pasini, Gravner, Vie di Romans, ma la guida è in continua crescita e non è escluso che nei prossimi anni, i produttori mancanti si uniscano al già folto gruppo di rappresentanti della viticoltura friulana.

La Guida, davvero completa e piacevole da leggere, contiene anche la descrizione dei vitigni autoctoni e non, utilizzati nella regione, una valutazione dell’annata 2004, una serie di itinerari enogastronomici corredati di splendide immagini e cartine geografiche, numerosi scritti appassionati dedicati alle province, ai luoghi e sapori, alle feste del vino e alle sagre della regione. Molto utili, in appendice, la presentazione dei dati produttivi di ciascuna denominazione di origine, suddivisi per varietà di vite, un piccolo glossario del degustatore, la cartina delle località delle sedi aziendali e, infine, per coloro che si sono persi le precedenti edizioni della Guida, l’Albo d’oro storico dei vini a tre stelle. E tutto questo a soli 8,50 euro! Scusate se è poco…

Guida ai Vini del Friuli Venezia Giulia
Editore C.C.I.A. Udine
www.udcamcom.it
Pag. 472
Euro 8,50

Roberto Giuliani

Figlio di un musicista e una scrittrice, è rimasto da sempre legato a questi due mestieri pur avendoli traditi per trent’anni come programmatore informatico. Ma la sua vera natura non si è mai spenta del tutto, tanto che sin da ragazzo si è appassionato alla fotografia e venticinque anni fa è rimasto folgorato dal mondo del vino, si è diplomato sommelier e con Maurizio Taglioni ha fondato Lavinium, una delle prime riviste enogastronomiche del web, alla quale si dedica tutt’ora anima e corpo in qualità di direttore editoriale. Collabora anche con altre riviste web e ha contribuito in più occasioni alla stesura di libri e allo svolgimento di eventi enoici. Dal 2010 collabora all'evento Terre di Vite di Barbara Brandoli e dal 2011 fa parte del gruppo Garantito Igp.

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