Benvenuto Brunello 2015: omaggio al sommelier

Gli oltre quindici anni di attività come degustatore mi hanno permesso di vivere a fondo il rapporto fra sommelier e giornalista nei diversi eventi enoici in giro per l’Italia, rapporto non facile da ambo le parti per ragioni abbastanza comprensibili: il primo vive con non poca apprensione il fatto che in qualsiasi momento, nonostante usi la massima accortezza nel servire il vino, possano accadere imprevisti, a volte anche disastrosi, soprattutto in eventi dove lo spazio per muoversi è risicato; il secondo non ama le attese, vorrebbe essere servito, possibilmente sempre dallo stesso sommelier, senza pause tra una batteria di assaggi e la successiva, i tempi morti sono deleteri per la sua concentrazione e la lunga trafila di vini che dovrà degustare.
Il sommelier deve adattarsi alle diverse esigenze dei degustatori e quando serve il vino, dovesse cadergli una goccia sul tavolo o, peggio, sulla lista dei vini, deve prepararsi psicologicamente a possibili lamentele, improperi o rappresaglie a seconda dell’umore del momento. Dal canto suo chi degusta vorrebbe essere il più possibile coccolato, rilassarsi e concentrarsi solo sui vini, senza avere altre preoccupazioni.

Ma non finisce qui: i sommelier sono i primi a dover verificare se il vino che serviranno è a posto, se ha problemi di tappo, ha subito ossidazioni o comunque ha delle imperfezioni, elementi che a volte non sono così facili da riconoscere, gli stessi degustatori non sempre se ne accorgono, soprattutto se hanno già degustato cinquanta vini o più.
E quando hai a che fare con centinaia e centinaia di bottiglie, la possibilità che si verifichino problemi del genere è da mettere sicuramente in conto. Insomma è un lavoro impegnativo che richiede preparazione, esperienza e un’organizzazione che funzioni in ogni dettaglio.
Ho voluto dedicare ai sommelier AIS che hanno lavorato venerdì 20 e sabato 21 febbraio a Montalcino, in occasione di Benvenuto Brunello 2015, questi ritratti nell’attesa dell’arrivo dei degustatori e nei brevi momenti di pausa, come omaggio al loro impegno e alla loro professionalità, spero di aver fatto loro cosa gradita e mi scuso per non aver menzionato i loro nomi, purtroppo ne conosco solo alcuni.
Roberto Giuliani
















