Anteprima Vernaccia di S. Gimignano 2013: il bianco sulla retta via
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Lasciato Palazzo Borghese a Firenze, sabato 16 febbraio, dopo aver degustato 60 Chianti 2012, eccoci trasferiti a San Gimignano, splendida località del Senese dove il turismo consumistico fa da anni capoccella nelle strade più frequentate senza, per fortuna, arrivare agli eccessi dell’ormai definitivamente perduta San Marino. La domenica si presenta piuttosto fredda e ventosa, accompagnata anche da momenti di pioggia, come ogni anno l’evento, organizzato dal Consorzio con il fondamentale supporto dell’Amministrazione Comunale e dell’insostituibile Elisabetta Borgonovi, segue una formula ormai collaudata: quest’anno era di scena, nella consueta cornice del Museo d’Arte Moderna e Contemporanea De Grada, la Vernaccia 2012 (base e selezione) e Riserva 2011, con possibilità di degustare anche annate precedenti; lunedì 18 mattina, presso la Sala Dante del Palazzo Comunale nella bellissima Piazza Duomo, Giancarlo Gariglio (Slow Wine) ha proposto un confronto fra il bianco sangimignanese e la Ribolla di Slovenia, accostamento particolarmente riuscito, nel quale sono apparsi piuttosto evidenti numerosi punti in comune.
I vini in degustazione sono stati complessivamente 70, fra annate nuove e riassaggi. L’impressione che ho avuto è stata molto positiva, ormai sembra che questo vino abbia trovato una propria strada ben definita, frutto evidentemente anche di una sana e prolungata sperimentazione, che ha portato a risultati decisamente convincenti. Il livello dell’annata 2012 è davvero confortante, certamente degustare i vini in una fase in cui molti di essi non hanno fatto o hanno appena iniziato a fare l’affinamento in bottiglia, non depone a favore rendendo a volte quasi impossibile effettuare delle valutazioni coerenti e affidabili: di fronte a vini ancora torbidi (tipo limonata non filtrata) e a profumi e sapori inevitabilmente scomposti, è inevitabile la rinuncia a qualsiasi tentativo di definizione. Ma in linea di massima le cose sono andate veramente bene, mostrando un’annata caratterizzata da grande freschezza, segnata in prevalenza da un carattere agrumato e da rintocchi di erbe aromatiche, con in alcuni casi bei riverberi minerali.
Passando alla Vernaccia Selezione 2012 (11 campioni), ho trovato meglio definite Poggiarelli di Signano, Tropie del Lebbio, Astrea de La Castellaccia, Vigna a Solatio di Casale Falchini e Borghetto di Pietrafitta (qui la presenza del sauvignon era piuttosto riconoscibile).
Fra le Riserve 2010 ho preferito quella di Fontaleoni, elegante e sapida; I Mocali di Vagnoni, dai cenni di timo e spezie orientali con una bocca in bella progressione; bene anche Mormoraia Riserva, venata da spezie dolci ed erbe aromatiche, sapida e con finale ammandorlato. Belle ambedue le Riserve 2009, quella di Panizzi lascia intuire (sandalo, legno di cedro), una volta che il legno si sarà integrato, una tessitura di grande finezza e profondità, mentre Vigna ai Sassi di Le Calcinaie al momento convince più al naso con bei toni di uva spina, mandorla e agrumi, mentre in bocca chiede ancora tempo per assestarsi al meglio, la qualità però c’è tutta. |


