Vino Nobile di Montepulciano Riserva 2007

Degustatore: Roberto Giuliani Valutazione: @@@@@
Data degustazione: 06/2013


Tipologia:
Vitigni: prugnolo gentile, canaiolo nero, mammolo
Titolo alcolometrico: 14,5 %
Produttore: PODERI SANGUINETO I e II – Azienda Agricola di Forsoni Dora
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 25 a 50 euro


Pur trovandosi a pochi chilometri di distanza, le docg Nobile di Montepulciano e Brunello di Montalcino hanno vissuto un’evoluzione molto diversa. Infatti, se nell’area ilcinese, escludendo gli ultimi e accesi dibattiti sul tema, sin dall’inizio si è data massima importanza al sangiovese come simbolo di qualità e di identità del territorio, a Montepulciano si è lavorato in una direzione del tutto diversa, tanto che oggi il “prugnolo gentile” (che pare ormai non essere più l’unica varietà di sangiovese presente nei vigneti) deve essere obbligatoriamente presente nella composizione del Nobile per il 70%, mentre per il restante 30% “possono concorrere i vitigni complementari idonei alla coltivazione nella Regione Toscana, iscritti nel Registro Nazionale delle Varietà di vite per uve da vino, max. 30%, purché la percentuale dei vitigni a bacca bianca non superi il 5%”. Così possiamo trovare dei Nobile 100% sangiovese, o composti da sangiovese più, a seconda delle scelte aziendali, canaiolo nero, mammolo, merlot, cabernet sauvignon ecc., una decisione che viene da una volontà politica di assecondare le esigenze del mercato, lasciando piena libertà ai produttori di decidere quale strada seguire. Sta di fatto che, salvo alcune eccezioni, fra uso disinvolto del piccolo legno e apporto più o meno considerevole dei vitigni internazionali, l’identità del Nobile è molto meno riconoscibile di quanto potrebbe e il sangiovese non sempre emerge con definizione, manifestando quei caratteri a lui congeniali. Dora e Patrizia, evidentemente, hanno preferito un percorso più tradizionale, legando il sangiovese a due vitigni che sono altrettanto storici come il canaiolo nero e il mammolo, e in cantina utilizzando botti di rovere di dimensioni medio-grandi. Ora, spesso si sente dire che la scelta dell’uso della barrique nasce dall’intento di “ammorbidire” certe spigolosità del sangiovese, a partire dal tannino… Bene, allora provare questa Riserva 2007 e ditemi se qui il sangiovese è spigoloso, se la beva è difficile, se in questo momento non è godibile, complesso, emozionante! Il colore è rubino con evidenti riflessi granati, e allora? E’ meno invitante di un rubino violaceo impenetrabile? Il profumo ti porta dritto in un giardino di rose e viole, ti racconta di frutti di bosco, di prugne e ciliegie, di ginepro e liquirizia. Racconta di terra al naso e di seta in bocca, spigolosità neanche a parlarne, il tannino è velluto, il frutto è avvolgente e imperniato di sfumature speziate, il tutto sorretto da un’acidità perfettamente integrata, e l’annata calda è riconoscibile solo dalla maturità e dalla ricchezza alcolica, senza che questi arrechino dànno, al contrario il vino si gode pienamente già ora, pur avendo davanti un lungo cammino evolutivo. Ah, dimenticavo, se volete gustarvelo davanti ad una succosa bistecca proveniente da un’eccellente macelleria di Casperia (RI), non dovete fare altro che prenotare un tavolo da La Rocca del Gusto a Monterotondo (RM).

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