Vin Santo 1996

sanbac96Degustatore: Fabio Cimmino
Valutazione: @@@@
Data degustazione: 05/2006


Tipologia: DOC bianco dolce
Vitigni: trebbiano toscano 90%, malvasia 10%
Titolo alcolometrico: 17 %
Produttore: BACCHERETO – Fattoria di Bacchereto
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 15 a 25 euro


La fattoria è ubicata sulle colline del Montalbano. Produce vini ed olio extra vergine di oliva. E’ anche uno splendido agriturismo dallo stile rustico ma decisamente raffinato ed accogliente. Siamo nel comprensorio del Carmignano dove Rossella Bencini Tesi ha ripreso la produzione da qualche anno, mostrando un vivace interesse per le produzioni biodinamiche e naturali. Attualmente oltre al Vin Santo sono in produzione, entrambi etichettati con la vecchia e fascinosa grafica “Terre a Mano”, due rossi, un Carmignano Docg e un IGT denominato “Sassocarlo”. Di questo Vin Santo vengono prodotte solo 1000 bottiglie. L’esposizione del vigneto è Est, Sud-Est mentre la composizione del suolo è calcareo-argillosa. Le uve, attentamente selezionate, vengono lasciate ad appassire per 3-4 mesi su stuoie di canne in ambiente arieggiato, quindi pigiate. Il mosto viene, poi, posto in caratelli di piccola capacità (50-70 litri). Qui il vino subisce una fermentazione lenta, in più riprese, a temperatura ambiente. Matura, infine, per almeno 5 anni negli stessi caratelli dove ha fermentato. Premetto di non essere un amante dei vini dolci e di non ritenermi, pertanto, particolarmente preparato nella valutazione di questa specifica tipologia. Dico questo non per mettere le mani avanti sulla validità del mio giudizio ma anzi per sottolineare il fatto che questo Vin Santo mi ha veramente colpito e mi è molto piaciuto. Il colore è dorato brillante tendente all’ambrato. Il naso è fine, elegante, complesso. I profumi, come la vivacità del colore, evidenziano ancora una giovanile baldanza nonostante il profilo ossidativo: frutta secca, fichi, datteri e miele. Al palato pur esprimendo un corpo voluminoso ed un calore avvolgente conserva un’ottima freschezza acida di suggestione minerale. Un nerbo in grado di sostenere egregiamente la beva che non si fa mai stanca ed anzi sottolinea una reattività ed una dinamicità di nobile fattura e di rara bellezza. E’ classico l’abbinamento con i biscottini “di Prato” con la mandorla e con tutta la pasticceria secca in genere. Altrettanto classico è, però, l’abbinamento con i fichi secchi di Carmignano che la stessa azienda produce insieme ad un miele purissimo di api.

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