Valpolicella Superiore Vigneto di Monte Lodoletta 1993

Degustatore: Maurizio Taglioni Valutazione: @@@@@
Data degustazione: 01/2001


Tipologia: DOC Rosso
Vitigni: N/A
Titolo alcolometrico: 13,5 %
Produttore: DAL FORNO ROMANO – Azienda Agricola Romano Dal Forno
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 15 a 25 euro


Esame visivo: Quasi cristallino, rosso granato pieno senza cedimenti, di incredibile concentrazione per un Valpolicella, abbiamo visto degli Amarone meno concentrati, praticamente cremoso talmente resta composto e ben attaccato alle pareti, sulle quali forma archetti abbastanza fitti che scendono in lacrime decisamente larghe ed abbastanza lente/lente: consistente. Esame olfattivo: L’impatto è subito ampio ed allo stesso tempo concentrato come all’esame visivo, sottobosco di fogliame umido, tartufo, da cui emerge deciso il fruttato di ciliegia matura sotto spirito e di confettura di visciole paesana. Cuoio e speziature dolci di cannella e chiodi di garofano. Con l’ossigenazione arrivano note aromatico-balsamiche di alloro e di bacche di eucalipto. Grande, intenso, complesso ed al tempo stesso di grande eleganza. Eccellente la qualità olfattiva. Esame gustativo: Secco, caldo e quasi morbido, insomma molto suadente e spesso tra lingua e palato proprio come ci aspettavamo, buona l’acidità a vivacizzare le sensazioni, accompagnata da tannino in abbondanza (è abbastanza tannico/tannico), ma di quello tondo e vellutato, più vellutato che tondo, il migliore. Abbastanza sapido. E’ vino di corpo e dire di corpo è dire poco, tende al robusto. In bocca si spande anche nel retronaso e lascia sensazioni lunghissime, suadenti, di velluto e di spezie dolci. Ancora eccellente. Stato evolutivo: Maturo. Giudizio finale: Invecchiare gli giova, eccome! Ne avevamo provati di più recenti circa un anno fa (’95 e ’97) e tendevano all’eccellenza. Chi l’avrebbe detto che un ’93 ci avrebbe tanto affascinati? Cosa diventeranno col tempo i suoi fratelli più giovani? Aulisce la sala da pranzo come un grande Brunello, ma con gli aromi dell’Amarone, più dolci, più speziati. Mano forte e guanto di velluto. Un voto di eccellenza senza tentennamenti a questa pietra miliare del Valpolicella. Da servire nelle occasioni più importanti in bicchieri molto ampi, perfetti, manco a dirlo quelli da Amarone. Abbinamenti: Piatti di carne importanti, ancora meglio cacciagione. Capretto arrosto cotto a legna di ginepro, anara col pien (anatra arrosto ripiena), anatra in salsa. Formaggi saporosi ed anche stagionati.

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