Valpolicella Classico Ripasso Pa’ Riondo 2010

Degustatore: Roberto Giuliani Valutazione: @@@
Data degustazione: 11/2012


Tipologia: DOC Rosso
Vitigni: corvina 65%, rondinella 25%, corvinone 10%
Titolo alcolometrico: 13,5 %
Produttore: BRUNELLI – Azienda Agricola Brunelli Luigi
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 10 a 15 euro


Negli ultimi quindici anni abbiamo assistito ad un progressivo aumento della struttura e della gradazione alcolica nei vini. Parte di questo fenomeno è dovuto certamente alle nuove tecniche adottate in vigna, orientate ad ottenere dalle piante un minor numero di grappoli, di minor dimensione, con una concentrazione di sostanze superiore al passato. Nessuno poteva prevedere che il clima avrebbe profondamente influito con un progressivo aumento delle temperature, con annate sempre più calde, con stagioni sempre meno delineate, fino a rendere difficile il controllo delle concentrazioni e delle gradazioni dei vini. Tant’è che se un tempo era necessario nelle regioni meno calde utilizzare il mosto concentrato rettificato (e altre tecniche ammesse) per aumentare la gradazione alcolica, che difficilmente raggiungeva i 12,5° C, oggi ci si trova spesso di fronte ad uve che in vinificazione tirano fuori anche oltre i 15 gradi, spingendo alcuni ad intervenire in cantina con le tecnologie che permettono la riduzione della gradazione. In Valpolicella, patria dell’Amarone e del Recioto, il problema è amplificato dalla tradizionale tecnica dell’appassimento delle uve. Non è raro trovarsi di fronte ad Amaroni capaci di superare i 17 gradi, il problema fino ad ora si è sentito poco perché il mercato estero ha continuato ad apprezzare questa tipologia, ma prima o poi bisognerà prendere atto che qualcosa sarà necessario fare. Il Valpolicella Ripasso rimane tutt’ora una valida alternativa, un vino che può ancora accompagnare i piatti della nostra cucina senza appesantirla, anzi, offrendo un ottimo supporto alle carni saporite e salsate. Nel caso del Pa’ Riondo 2010, fra l’altro, siamo tranquillamente sotto i 14 gradi, questo lo rende un vino indubbiamente bevibile e ci permette di godere della pratica del ripasso sulle vinacce dell’Amarone, senza che il vino diventi pesante, faticoso. I profumi sono freschi, c’è la rosa, una bella amarena viva, non marmellatosa, leggere sfumature di cacao, ciliegia, un bouquet che appare molto gradevole e senza spinte alcoliche. Molto buono al gusto, altrettanto fresco e asciutto, senza alcuna percezione di residuo, una sottile vena sapida accompagna un finale pulito, fine e gradevole.

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