Valdobbiadene Prosecco Superiore Extra Brut Rive di Carpesica Sei Uno 2018
Degustatore: Lele Gobbi
Valutazione: @@@@
Data degustazione: 01/2022
Tipologia: DOCG Spumante
Vitigni: glera
Titolo alcolometrico: 11,64%
Produttore: BELLENDA
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 15 a 25 euro
Sei Uno è un Prosecco che esce dal canonico tracciato della fermentazione in autoclave per abbracciare il metodo classico, con la più tradizionale fermentazione in bottiglia. Sosta sui lieviti per circa un anno e, dopo la sboccatura e la ricolmatura con minimo dosaggio, affina in cantina per altri sei mesi.
Le vigne di glera da cui ha origine si trovano a circa 180 m s.l.m., allevate a metodo misto Sylvoz e Cappuccina e vendemmiate nella seconda metà di settembre. Nello specifico, provengono dalla zona di Carpesica con giacitura sud-sud ovest. Il suolo è argilloso calcareo, ricco dei residui di morena glaciale dell’antico ghiacciaio del Piave che scendeva dalla sella del Fadalto tra il monte Pizzoc e il monte Visentin.
Nocciola, fiori e lievi sfumature di crosta di pane, carbonica al contempo cremosa e rarefatta, sviluppo lieve, leggero ma significativo, guizzante, di bella freschezza mentolata e di notevole progressione conclusiva.
Sei Uno fa parte della dinamica cantina Bellenda, nata nel 1986, tra le colline di Valdobbiadene. Condotta dai fratelli Umberto, Luigi e Domenico Cosmo, si è distinta nel corso del tempo per la filosofia produttiva tesa a valorizzare i vini tradizionalmente legati al territorio e a offrire dunque prodotti innovativi ottenuti da Metodo Classico.
Bellenda alleva la vite e la traduce in vino secondo un approccio non convenzionale, creativo ed elegante, per restituire un volto inusuale della terra del Prosecco. Una scelta di stile coerente fatta da interpreti ispirati che non si accontentano di esibire il lato più semplice e rasserenante della tipologia, puntando al contrario sulla personalità e l’ecletticità della proposta.
In sostanza, un minuzioso progetto lavorativo, naturalmente sia di ricerca che di sperimentazione, che li pone come maestri e appassionati di bollicine d’autore (vista anche la loro felice e abile propensione a importare vini di piccole aziende sparse per l’Europa).