ValAlta 2008

Degustatore: Roberto Giuliani Valutazione: @@@
Data degustazione: 12/2010


Tipologia: IGT Rosso
Vitigni: rondinella 40%, corvinone 20%, corvina 20%, merlot 20%
Titolo alcolometrico: 13 %
Produttore: DAMOLI – Azienda Agricola di Damoli Bruno
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 10 a 15 euro


Il nome del vino sta ad indicare la zona più alta della vallata di Negrar, che si trova a circa 400 metri s.l.m. e gode di un clima certamente ideale per ottenere vini in cui corpo e freschezza trovano il giusto equilibrio. Nelle diverse occasioni che ho avuto di sostare in Valpolicella ho potuto notare l’enorme differenza che c’è fra i terreni collocati in zone pressoché pianeggianti e in quelli collinari, differenze che inevitabilmente si ritrovano anche nel calice, soprattutto quando abbiamo a che fare con i vini ottenuti da uve appassite. Il ValAlta 2008 è frutto di un uvaggio di corvina, corvinone, merlot e rondinella, quest’ultima in quantità doppia rispetto alle altre uve. I sistemi di allevamento sono parte a pergola veronese e parte a spalliera con potatura guyot, quest’ultimo sistema ideale per abbassare le rese per pianta. La raccolta avviene tra fine settembre e inizio ottobre in base all’andamento stagionale, dopo la pigiatura le uve sostano in acciaio dove fermentano a contatto con le bucce per una decina di giorni, con rimontaggi e follature quotidiani. Circa due terzi del vino affina in acciaio e un terzo in barriques francesi di terzo passaggio. Alla vista si offre di colore rubino di buona vivacità, senza concentrazioni che impediscano il passaggio della luce; l’impronta olfattiva è incentrata su una serie di diverse sfumature, alcuni accenni vegetali che potrebbero essere ricondotti alla presenza del merlot, si alternano a toni floreali di magnolia, rosa e giaggiolo, fruttati di amarena e visciola, con un sottofondo di fogliame e liquirizia. La bocca è decisamente fresca, dinamica, senza alcuna pesantezza o dolcezza, il tannino è di buona tessitura e contribuisce a rendere il vino vivo e ideale per il pasto, il frutto ritorna ampio e gradevole, quasi croccante, il finale ha buona ampiezza e lunghezza ed invita al riassaggio.

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