Trentodoc Dosaggio Zero Riserva 2015
Degustatore: Andrea Li Calzi
Valutazione: @@@@
Data degustazione: 07/2022
Tipologia: DOC Bianco Spumante
Vitigni: chardonnay 60%, pinot nero 40%
Titolo alcolometrico: 12,5%
Produttore: LETRARI
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 33 a 36 euro
Un altro cavallo di battaglia di Lucia Letrari, titolare dell’omonima Cantina di Rovereto (TN) è il Trentodoc Dosaggio Zero Riserva. Già a suo tempo il grande Leonello, papà di Lucia, fu tra i primi a credere in questa categoria di spumanti oggigiorno largamente diffusa sul mercato. Erano anni in cui i dosaggi bassi non erano capiti, andava di moda la bollicina piuttosto “piaciona”, caratteristica che a mio avviso snatura completamente l’essenza della suddetta categoria di vini. Le lotte fatte a suo tempo dalla famiglia Letrari, e da altre illustri Cantine del territorio, hanno fatto sì che i vari dosaggio zero, extra brut, pas dosé… ai giorni nostri vengano sempre più richiesti per diversi motivi. In primis il gusto globale è cambiato, molti consumatori preferiscono la freschezza, la verticalità gustativa al residuo zuccherino e alla sensazione dolce del vino; inoltre, riguardo gli abbinamenti gastronomici, questi prodotti sono davvero una manna dal cielo per contrastare svariate ricette dove la componente grassa, o la tendenza dolce, spesso è protagonista.
Lucia presenta l’annata 2015, indubbiamente calda tuttavia ben lontana dai picchi registrati in alti millesimi. Il Dosaggio Zero viene prodotto con uve chardonnay (60%) e pinot nero (40%) raccolte esclusivamente a mano nelle colline di Borgetto all’Adige e Nogaredo in provincia di Trento a circa 450 metri sul livello del mare. I suoli da queste parti sono particolarmente poveri, rocciosi, caratteristica che influenza molto il vino; le esposizioni di tutto rispetto, d’altronde ci troviamo nel cuore della Vallagarina, zona altamente vocata. Il campione che mi appresto a degustare è stato sboccato circa 9 mesi fa, il minimo sindacale a mio avviso per garantire un equilibrio e una distensione di aromi necessaria in questa categoria di vini.
Versato all’interno del calice mostra una trama cromatica che va dal paglierino caldo e vivace al dorato intenso, tutto dipende dall’inclinazione del bicchiere; una cosa è certa: il perlage è da manuale, conseguenza diretta di una presa di spuma fatta a regola d’arte. Al naso fragranze di grissini appena sfornati, fieno secco e piccoli fiori di malga, mandorla tostata e mela Granny Smith matura, pepe bianco. Con lenta ossigenazione calcare, lieve smalto e un ricordo di timo, tè nero; complessità da vendere, soprattutto a circa 10-15 minuti dalla mescita.
In bocca a mio avviso il Dosaggio Zero necessità di ancor più riposo post sboccatura rispetto al Brut, si avverte una buona sensazione di equilibrio tuttavia lontana dal suo apice; la bollicina è ancora molto incisiva e leggermente nervosa, ed è piuttosto normale perché le Riserve di Casa Letrari sono concepite per durare nel tempo e migliorare sempre più anno dopo anno.
Attualmente sono quattro chiocciole abbondanti, in egual misura al vassoio di canapè che ho abbinato dove salmone e burro di malga o salame, maionese e uovo sodo la fanno da padrone.