Terralba 2000

Degustatore: Fabio Cimmino Valutazione: @@@@
Data degustazione: 10/2003


Tipologia: Vdt Bianco
Vitigni: tocai
Titolo alcolometrico: 13 %
Produttore: LISPIDA – Azienda Agricola Castello di Lispida
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 10 a 15 euro


“Biodinamica” è ormai divenuta una parola di moda tra gli addetti ai lavori. Rimane, ancora, per lo più sconosciuta al grande pubblico. Oltre il biologico, una filosofia di vita prima ancora che una semplice tecnica produttiva: “Ritornare alla Natura. Lavorare il vigneto e fare il vino in accordo con il suo corso. Ritornare all’Uomo e alla Terra, nei modi diversi che essa ci indica e che egli sarà capace di sentire. Riparare, con pazienza e con cura, i danni inferti alla campagna nell’ultimo secolo di frenesia industriale[…] Nei vigneti di produzione non si lavora il terreno, non si fa uso di diserbanti chimici, di concimi e di irrigazione[…]. In cantina l’uva fermenta in tini di legno aperti o anfore di terracotta sepolte, senza aggiunta di lieviti selezionati e alcun controllo della temperatura e il vino rimane a contatto con le bucce per un lungo periodo […]”. Il Terralba 2000 nasce principalmente da uve tocai. Non viene fatta distinzione tra la vinificazione in bianco e rosso. Anche per le uve bianche, così come avviene per le rosse, è prevista una prolungata macerazione sulle bucce che conferisce al vino inaspettata sostanza e longevità. L’imbottigliamento ha luogo, dopo circa tre anni di affinamento, senza alcuna filtrazione. E’ preferibile servire il vino ad una temperatura più alta di quella solitamente prevista per i bianchi (a temperatura ambiente andrà benissimo!). Questo tipo di lavorazione infatti, è teso ad estrarre e valorizzare al massimo il frutto di partenza in modo tale da originare un vino per molti aspetti più simile ad un rosso che a un bianco. Il colore è incredibilmente profondo. Si avvertono al naso intensi sentori di uva passa (e candita), ricordi di vaniglia e miele, lievi accenni minerali, il tutto bilanciato, al palato, da una piacevolissima freschezza acida. Troppo presto per sbilanciarsi su un vino imbottigliato da poco più di un mese. Un vino che lascerà spiazzato chi non è abituato a questo genere di vini (Radikon, Gravner, Movia, tanto per intenderci e fare alcuni nomi più noti) ed al quale non ci si può avvicinare, assolutamente, facendo riferimento ai canoni classici della degustazione. Comunque da provare.

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