Teres (2004)

Degustatore: Roberto Giuliani Valutazione: @@@@
Data degustazione: 05/2005


Tipologia: Vdt rosato
Vitigni: nebbiolo 60%,pelaverga 30%, barbera 10%
Titolo alcolometrico: 14 %
Produttore: BURLOTTO – Comm. G. B. Burlotto
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 7,50 a 10 euro


Quando si parla di vini rosati viene alla mente senza dubbio la Puglia, regione tradizionalmente vocata per questa tipologia e ancora oggi dominatrice a livello nazionale. Ci sono, ovviamente, altre regioni in grado di offrire rosati di ottima qualità, come l’Abruzzo, il Molise, parte della Toscana e del Lazio, il Trentino e l’Alto Adige. Anche la Sicilia e la Calabria hanno qualcosa da dire sull’argomento. Ma trovare un grande vino rosato, in una zona senza dubbio inconsueta come quella delle Langhe e, in particolare, in quell’ancora più ristretto lembo di terra dove si produce il grande Barolo, non può non recare stupore. Infatti quel vino c’è, e nasce dalla fervida mente di Fabio Alessandria, giovane produttore di casa Burlotto (Comm. G.B. Burlotto per essere esatti, visto che a Verduno Burlotto è quasi come dire “Rossi”). Il suo antico amore per i rosati lo ha spinto a dare vita al Teres, designato come “Vino da tavola”, perché in Piemonte non esistono Indicazioni Geografiche Tipiche e la Doc “Piemonte”, che sarebbe stata ideale per accoglierlo, non prevede questa tipologia. Il disciplinare dei vini da tavola non consente la menzione dell’annata in etichetta, ma Fabio mi ha garantito che quel 60% di nebbiolo, 30% di pelaverga e 10% di barbera, proviene tutto dalla vendemmia 2004. Questo Teres è impressionante, già nella gradazione, 14% dichiarato in etichetta, che lo mette alla stregua dei potenti rosati pugliesi, ma la sua forza alcolica non gli toglie nulla alla freschezza e alla piacevolezza. Il colore è una via di mezzo tra il chiaretto e il cerasuolo, molto luminoso e gradevole. Al naso evidenzia subito belle note floreali di rosa, accompagnate da ciliegia rossa, lampone, fragoline di bosco e toni agrumati, poi una sfumatura di pepe, il tutto ammantato da sfumature minerali che gli donano una particolare eleganza. Al gusto esprime uno straordinario equilibrio tra la forza alcolica, incredibilmente “controllata” e non invasiva, e la dolcezza del frutto che pervade senza reticenze lasciando in bocca una persistente e avvincente sapidità. Un vino al quale non manca struttura e concentrazione, merito anche della notevole qualità delle uve, raccolte e selezionate con cura certosina.

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