Taurasi Radici 2003

Degustatore: Roberto Giuliani Valutazione: @@@@
Data degustazione: 11/2007


Tipologia: DOCG Rosso
Vitigni: aglianico
Titolo alcolometrico: 13,5 %
Produttore: MASTROBERARDINO – Azienda Vinicola Michele Mastroberardino
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 15 a 25 euro


Questo rosso irpino rimane per me un punto di riferimento indiscutibile, nonostante alcune modifiche nella vinificazione avvenute nel tempo. Piero Mastroberardino è uno sperimentatore, il suo parco botti, decisamente copioso, vanta una varietà di tipologie di barrique notevole, che gli permette di verificare i diversi effetti secondo il tipo di tostatura e le diverse provenienze dei legni. Nel Radici, che sosta in legno mediamente 24 mesi, vengono utilizzati in parte anche fusti di rovere di maggiori dimensione, per poi affinare in bottiglia almeno un anno. Quella che ho aperto circa mezzora fa, è una bottiglia proveniente dalle degustazioni effettuate a Paestum l’anno passato per la guida Vini Buoni d’Italia. Ha riposato al buio, ad una temperatura tra i 16 e i 22 gradi. Nel calice riscontro subito che la salute appare ottima, il colore è un bel granato di buona intensità con ricordi rubini mentre la gamma di profumi si è già ben delineata, evidenziando le caratteristiche dell’annata nella componente eterea e nella maturità del frutto che ricorda la ciliegia sotto spirito, la prugna, le fragoline di bosco in confettura. La florealità, che in questo vino non manca mai, appare ovviamente meno pronunciata se non nelle note di viola e rosa appassite e macerate nell’alcol; insomma più una sensazione di profumeria che di un bouquet di fiori. Non sono annotazioni negative, assolutamente, rispecchiano perfettamente gli effetti dell’annata, presentando un Taurasi già abbastanza maturo ma tutt’altro che in regressione. La buona dose di speziatura, pepe, tabacco, leggero chiodo di garofano, conferma una complessità che non è stata soffocata né appiattita. Al palato è perfettamente in linea con quanto aveva premesso: la componente eterea arriva subito, appena pungente, il tannino appare levigato e senza toni amari o sensazioni verdi che avrebbero potuto provenire da vinaccioli non maturati a dovere. Il frutto è sotto spirito, questo sì, ma non per questo il vino perde elasticità, grazie ad una buona freschezza e ad una risposta aromatica prolungata e vivace che non chiude affatto presto, lasciando una buona sensazione di pienezza e rotondità.

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