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Storto 2021

Degustatore: Roberto Giuliani
Valutazione: @@@@@
Data degustazione: 11/2022


Tipologia: IGT Bianco
Vitigni: ansonica
Titolo alcolometrico: 15%
Produttore: FONTUCCIA
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: oltre 50 euro


Con lo Storto arriviamo a una produzione di uva per pianta di soli 2-300 grammi, davvero un nulla, ma quei grappoli contengono tutto il meglio dell’ansonaco del Giglio. Perché così poca produzione? Un estremizzazione da parte di Giovanni e Simone Rossi? Assolutamente no, è semplicemente che queste piante crescono negli anfratti della roccia granitica (i cosiddetti “cacchioni”), dove c’è un fazzoletto di terra, lo stretto necessario per farle sopravvivere, sono pochissime, una o due per cacchione, e crescono storte, alla ricerca della luce, ecco perché il vino ha questo nome.
Capite bene che qui la concentrazione è massima, le uve subiscono una macerazione per 60 ore, poi decantazione statica del mosto e 6 mesi a contatto con le fecce fini, in acciaio, infine almeno 3 mesi di affinamento in bottiglia.
Come potete immaginare tutto diventa più estremo nel vino, 15 gradi alcolici, un colore giallo oro caldo, più concentrato degli altri, profumo altrettanto denso, compatto, non ci sono sentori che viaggiano autonomamente ma come un melange di colori, si intrecciano e danno vita a un insieme che si irradia con decisione. Non puoi fare a meno di sentire la macchia mediterranea, odore di piante selvatiche, aromatiche e non, di terra, salsedine, iodio, ma anche leggera frutta candita o in gelatina.
Il sorso è intenso, carico di materia, potresti scambiarlo per un vino rosso disorientato dalla percezione tannica e dalla sua forza, ma in realtà sprigiona una materia soffice, succosa, a tratti dolce (non zuccherina). Un vino che non passa inosservato e che dà un chiaro segnale della sua origine, una terra dura ma estremamente vitale, selvaggia ma generosa, arricchita dall’energia portata dal sole, dal vento e dal mare.

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