STATTI – Cantine Statti
Indirizzo: Contrada Lenti, snc – 88046 Lamezia Terme (CZ)
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laVINIum – 01/2022
L’approfondimento riguardo il settore enoico italiano dovrebbe essere sempre capillare e attento a tutte le realtà del Bel paese, il motivo è molto semplice: l’Italia vanta un patrimonio di 666.400 ettari vitati, stando agli ultimi dati di Federvini, e oltre 350 vitigni iscritti al Registro delle varietà della vite.

La domanda a questo punto sorge spontanea: perché fossilizzarsi sempre e solo su 3-4 tipologie, magari le più gettonate? La risposta è in parte contemplata nella storia stessa dell’uomo, riguardo uno dei suoi più grandi difetti che andrò a sintetizzare: ciò che non si conosce spaventa, soprattutto quand’è necessario spendere soldi per approfondire nuove esperienze. Nulla di più sbagliato a mio avviso, è innegabile che il gusto personale rappresenti uno degli elementi più importanti per un appassionato di vino, ma è altrettanto vero che lo stesso verrà a crearsi realmente soltanto dopo “aver degustato tutto il mondo tre volte”, come diceva un caro amico anni fa.
Alla luce di tutto ciò il mio approfondimento verte su una delle regioni vitivinicole italiane più ricche di storia e al contempo sottovalutate dello Stivale. Restringiamo il campo ulteriormente perché esiste un luogo, in Calabria, dove il vino fa parte di un mondo ancor più grande, inserito perfettamente in un modello di produzione sostenibile e di biodiversità, oggi sempre più rara. Sto parlando della tenuta Lenti, da 400 anni di proprietà della famiglia Statti.

L’inquadratura in campo lungo si apre esattamente al centro della Piana di Lamezia Terme, epicentro agricolo della Calabria caratterizzato dall’influsso di due mari, lo Ionio e il Tirreno. In tempi assai remoti fu la navigazione che permise alla viticoltura di sviluppare il proprio corso in Italia, soprattutto da queste parti, tanto da portare i primi coloni greci a battezzare queste terre con il nome di Enotria, ovvero terra del vino. Tenuta Lenti oggigiorno è rappresentata da uno staff nutrito di lavoratori instancabili, circa 100 persone che dedicano il proprio operato a svariate attività: vigneto, cantina, oliveto, frutteto e allevamento di bovini, su un’estensione di 500 ettari.
Proprio per questo in tema di biodiversità il Gruppo può vantare un impegno non indifferente, una reale diversificazione atta ad instaurare un rapporto di continuità con l’ambiente circostante allo scopo di utilizzare e riutilizzare ogni elemento prodotto. Per Alberto e Antonio Statti il fine è produrre energia vitale di tipo complesso, integrando sempre di più le diverse colture in modo armonico. Un concetto dimostrato attraverso i fatti, non soltanto le parole: il concime deriva solo ed esclusivamente dallo stallatico prodotto nei vari allevamenti; allargando l’inquadratura è interessante notare che – ad esempio – mentre il cantiniere fa il bâtonnage nella bottaia sotterranea, il suo collega poco distante prepara il frantoio, tra il muggire dei vitelli appena nati. Si respira realmente un’aria di integrazione tra l’operato dell’uomo a 360°, i colori e profumi della natura, il mondo animale e il trascorrere del tempo nonché le stagioni, e così di anno in anno, di generazione in generazione.

Il team è senza dubbio affiatato e ben rodato da anni: in vigna e cantina è Nicola Colombo, allievo di enologi del calibro di Riccardo Cotarella e Giacomo Tachis, ad occuparsi della produzione, coadiuvato dalla preziosa consulenza del winemaker Lorenzo Landi. La proprietà si estende su circa 100 ettari suddivisi in 4 sottozone, tutto ciò riguarda soltanto la viticoltura; altri 300 ettari con 3000 piante di olivi (cultivar autoctona calabra carolea), cinquanta ettari di agrumeto a Clementina DOP. Non è finita qui perché altri 50 ettari sono a seminativi oltre ad un allevamento di vacche di razza Bruna Alpina e Frisona, che produce ogni giorno 5000 litri di latte, è lo stesso Alberto Statti ad occuparsene, il Presidente di Confagricoltura Calabria. Quasi dieci ettari di terreno sono destinati a colture a rotazione finalizzate a diversi tipi di foraggio, lo scopo è ovviamente quello di alimentare il bestiame. In tema di salvaguardia dell’ambiente e in ottica di ridurre sensibilmente i trattamenti, si parla del 30 % in meno, Statti è una delle poche aziende nella regione ad aver installato centraline meteo che monitorano il clima secondo modelli previsionali.

La viticoltura in Calabria ha una storia antichissima, furono i coloni greci a sbarcare sui litorali calabresi e a piantare le cosiddette piante sacre, quelle amate dagli Dei: l’ulivo e appunto la vite. La Piana Lametina, caratterizzata dal lungo scorrere del fiume Amato, rappresentò uno dei punti cardine dello sviluppo agricolo delle suddette colonie, un fazzoletto di terra benedetta compresso tra le montagne aspre e selvagge situate a est e a sud. La regione vanta inoltre un patrimonio di vitigni autoctoni enorme, persino il sangiovese pare abbia visto i natali fra queste colline impervie, proprio per questo Statti promuove da sempre soprattutto varietà del territorio: gaglioppo, mantonico, greco di bianco e il magliocco, solo per citarne alcune. Tanta è la passione che riserva nei confronti di queste cultivar da creare un vero e proprio campo sperimentale attuato grazie alla sinergia con vivaisti nazionali e internazionali per lo studio e la moltiplicazione dei cloni.

Un altro aspetto fondamentale che rende la viticoltura calabra interessante è il clima, ivi compresa la Piana di Lamezia Terme dove opera la Cantina. La suddetta area è meno arida rispetto ad altre zone della regione, le temperature sono più fresche, tutto ciò lo si deve al vento che soffia dal mare. Giustappunto il nome dell’area dove si trovano i vigneti Statti è denominata “dei sette venti”. Altrettanto fondamentali le notevoli escursioni termiche determinate dalla presenza delle alte montagne che abbracciano le colline. La matrice del terreno da queste parti è caratterizzata da una componente ferrosa e ricca di sabbie, le stesse evitano in gran parte i cosiddetti ristagni; da queste parti l’argilla è meno presente rispetto alle zone del cirotano. La fusione di questi elementi genera vini dotati perlopiù di freschezza, slancio e vitalità, caratteristiche che a mio avviso non devono mai mancare in un buon vino.

Come già anticipato i vigneti Statti sono suddivisi in quattro macroaree: è il suolo a determinare le differenze e in base a ciò viene suddivisa la proprietà. In ognuna delle quattro sono impiantate tutte le varietà principali, in questo modo è più facile analizzare le principali differenze allo scopo di ottimizzare il risultato finale, il traguardo è sempre uno solo: ottenere ogni anno un vino equilibrato, completo e in grado di tradurre fedelmente le potenzialità di questo fazzoletto autentico di terra calabra. Il lavoro è enorme, continuo e se vogliamo complicato, lo staff enologico effettua per ogni varietà tra le 20 e le 30 vinificazioni separate.
La Cantina presenta tre vini: il primo è indubbiamente curioso, trattasi di un Calabria Igt Novello 2021, ma avrò modo di spiegarvi il perché, segue il Calabria IGT Bianco Mantonico 2019, infine il Calabria IGT Rosso Gaglioppo 2020.
Andrea Li Calzi
09/2001
L’azienda di Alberto e Antonio Statti, sorge nel cuore della piana di Lamezia Terme, in un complesso che si sviluppa su 500 ettari. Si tratta di una delle più interessanti di tutto il territorio calabrese, che affianca alla produzione di vino e di olio, altre attività non meno importanti, come l’allevamento di bestiame da cui ricavare latte e carni e la coltivazione di piante da frutto. Le moderne attrezzature e l’attenzione ad ogni particolare del processo produttivo garantiscono risultati di notevole qualità.
La Calabria è una regione che, come quasi tutto il centro-sud, sta superando una difficile crisi, dovuta a mancanza di investimenti e di mezzi per potersi esprimere al meglio, anche nel settore vitivinicolo. Inoltre ancora oggi è molto diffusa la commercializzazione di vino sfuso in grande quantità. Vecchie abitudini, che se fino a una decina di anni fa potevano ancora trovare un certo riscontro nel mercato, oggi risentono di un mutamento globale del modo di fare vino, dove viene premiata la qualità.
E il processo di cambiamento in questa regione è ancora piuttosto lento, pur essendo sicuramente una delle più vocate per la produzione di vino. La famiglia Statti ha da tempo capito e riconosciuto la necessità di effettuare una svolta, partendo da un diverso lavoro in vigna, più selettivo e rigoroso, fino all’utilizzo di moderne tecniche di vinificazione in cantina. E i risultati si vedono.
Roberto Giuliani
| Vini degustati | Annata | Prezzo | Voto |
|---|---|---|---|
| Cauro | 1997 | N/A | @@@ |
| Lamezia Greco | 1999 | N/A | @@ |
| Ligeia | 1999 | N/A | @@ |
| Novello | 2021 | da 5 a 7,5 euro | @@@ |
| Mantonico Bianco | 2019 | da 15 a 25 euro | @@@@ |
| Gaglioppo | 2020 | da 10 a 15 euro | @@@@ |