Schioppettino 2004

Degustatore: Roberto Giuliani
Valutazione: @@@@
Data degustazione: 09/2010


Tipologia: IGT Rosso
Vitigni: schioppettino
Titolo alcolometrico: 13 %
Produttore: BRESSAN
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 15 a 25 euro


Volete conoscere un modo per capire se un vino è sincero, se quello che sentite è farina del suo sacco? Non ho la presunzione di ritenerlo un sistema infallibile e sbugiardante, ma vi assicuro che in tanti anni di degustazione ho riscontrato una costanza nei risultati davvero impressionante. Ebbene, versate la classica dose da degustazione nel calice, inspirate bene per coglierne i profumi da fermo, concedetegli una seconda occasione dopo averlo ossigenato con il classico movimento rotatorio e poi dimenticatelo lì, per almeno mezzora, ma anche più. Ovviamente questo si può fare con un vino fermo, non con uno spumante. Tornate ad annusarlo e verificate cosa è accaduto, se il vino era rigoglioso di profumi e ora appare come spento, persino riagitandolo nel calice, vuol dire che il termine “sincero” non è proprio azzeccato. Se, al contrario, non solo continua ad essere profumato, ma ha addirittura ampliato la gamma espressiva, allora siete davanti ad un vino reale, non costruito in cantina. Ripeto, non è una prova scientifica, ma certamente aiuta a capire quanto l’enologia abbia influito per renderlo appetibile al primo impatto, sparando tutte le sue cartucce in quei pochi momenti in cui serve, soprattutto quando si degustano vini in batteria. Per fortuna oggi ne capitano sempre più raramente, ma fino a qualche anno fa vi assicuro che non era un evento sporadico. Degustare in tutta tranquillità, stando attenti alla temperatura di servizio e dando al vino tutto il tempo per esprimersi, è anche una questione di rispetto, nei confronti del vino e di coloro che hanno lavorato e sudato per ottenerlo, ed è ovviamente il modo migliore per valutarlo. Lo schioppettino, un tempo ribolla nera, passato il periodo in cui aveva ceduto il posto a varietà più produttive, è ormai tornato saldamente in auge ed è oggi uno dei vitigni a bacca rossa motivo d’orgoglio, insieme al pignolo e al tazzelenghe, per la viticoltura friulana. Il 2004 di Fulvio Bressan si offre ricco di profumi anche dopo un’ora abbondante da quando l’ho versato, l’annata è assolutamente ingannevole poiché i suoi vini sembrano avere un processo evolutivo molto più lento di quello che ci si aspetterebbe, qui abbiamo un bel cesto di frutta appena matura, dalla mora al mirtillo, passando per la prugna e la visciola, a cui si accostano note di muschio, felce, cannella, leggero cuoio, polvere da sparo, ginepro e pepe. Non manca di verve all’assaggio, la sua caratteristica acidità dà sostegno al frutto rendendolo quasi croccante, il tannino ha carattere forte ed energico ma non attacca le gengive, notevole la progressione gustativa che si protrae per molto tempo. Difficile non entusiasmarsi, soprattutto una volta servito in tavola, gran bel vino. Ad un pelo dalla quinta chiocciola.

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