BRESSAN
Indirizzo: Via Conti Zoppini, 35 – 34070, Farra d’Isonzo (GO)
Tel.: +39 0481 888131
Fax: +39 0481 889824
Sito: www.bressanwines.com
Email: bressanwines@tin.it
laVINIum – 09/2010
Ricordo come fosse ieri, quando in occasione di “Orizzonti e vertici: Vigneto Friuli in Versilia”, l’evento organizzato dagli amici de L’Acquabuona nel 2006, ebbi modo di conoscere Fulvio Luca Bressan. Rimasi subito colpito dalla sua struttura imponente che sprizzava energia, energia che ho ritrovato nel suo raccontare dell’azienda e dei vini prodotti con passione e dedizione. Degustare quei vini senza averlo conosciuto non sarebbe stata la stessa cosa, perché a volte chi fa il vino è il vino che fa.
Quel Pignol 1998 approcciava i miei sensi con cautela, senza strafare, e forse proprio per questo mi conquistò, imparai in quei pochi minuti ad apprezzarlo, a percepirne le radici lontane. Ricordo lo Schioppettino e il Carat, quest’ultimo grande espressione di ciò che può offrire un uvaggio calibrato di ribolla gialla, malvasia istriana e tocai friulano. Fulvio appartiene alla nona generazione di mastri vinai, una vera e propria dinastia che abbraccia tre secoli di storia e, con tutta probabilità, continuerà con Emanuele, il bimbo nato nove anni fa dalla bellissima moglie Jelena Misina.
L’azienda conta su 20 ettari vitati, situati nei pressi di Farra d’Isonzo, su un leggero altipiano ghiaioso formatosi nel periodo quaternario durante lo scioglimento dei ghiacciai alpini. Le viti sono allevate a guyot singolo, quindi con un unico tralcio che permette di gestire perfettamente la quantità di uva prodotta per singola pianta, lasciando non più di 4-5 gemme per una produzione che non supera il chilogrammo, con conseguente concentrazione delle sostanze nutritive all’interno degli acini. La densità media è di circa 5.000 ceppi/Ha. Nel periodo primaverile il suolo viene arato per favorire una buona ossigenazione e l’estirpazione di erbe infestanti. Pur non essendo un’azienda a conduzione biologica né biodinamica, la filosofia è quella di darsi regole molto restrittive nel massimo rispetto dell’ambiente e della qualità dei vini: selezione manuale massale delle viti ed uso preferenziale di ceppi autoctoni, tutte le operazioni di potatura vengono effettuate manualmente, nessun utilizzo di sostanze chimiche di sintesi, diserbanti, disseccanti, pesticidi ma solamente concimi naturali (stallatici o vegetali) nei casi in cui se ne presenta la necessità. Vendemmia ovviamente manuale con selezione delle uve perfettamente sane e mature.
In cantina la fermentazione è avviata spontaneamente con i lieviti indigeni, niente anidride solforosa aggiunta ai mosti né interventi chimici correttivi; il solfitaggio, in dosi inferiori a quanto previsto dai disciplinari biologici, viene effettuato esclusivamente in fase di imbottigliamento. Il vino non subisce filtrazioni e viene etichettato rigorosamente a mano.
Il risultato? Eccellente, i sei vini che abbiamo degustato sono di altissimo livello, come capita a pochissime aziende che, solitamente, hanno uno o due vini di punta.
| Vini degustati | Annata | Prezzo | Voto |
|---|---|---|---|
| Carat | 2004 | da 15 a 25 euro | @@@@@ |
| Ego | 2001 | da 15 a 25 euro | @@@@ |
| N°3 | 2001 | da 15 a 25 euro | @@@@ |
| Pignol | 1999 | da 25 a 50 euro | @@@@@ |
| Pinot Nero | 2004 | da 15 a 25 euro | @@@@@ |
| Schioppettino | 2004 | da 15 a 25 euro | @@@@ |
| Ego | 2013 | da 25 a 50 euro | @@@@@ |