Rosso Sarica 2019

Rosso Sarica 2019 Fratelli PisoniDegustatore: Andrea Li Calzi
Valutazione: @@@@
Data degustazione: 09/2023


Tipologia: IGT Rosso
Vitigni: syrah 80%, pinot nero 20%
Titolo alcolometrico: 14%
Produttore: PISONI
Bottiglia: 750 ml
Prezzo medio: da 19 a 23 euro


A nche in questo caso l’etichetta è una sintesi del nome delle due primogenite dei titolati Marco e Stefano, ovvero Sara e Federica, ulteriore riprova di quanto il valore della famiglia sia importante per Fratelli Pisoni, Cantina fondata nel 1852. L’insolito assemblaggio di syrah (80%) e pinot nero (20%), due tra le cultivar autoctone più note allevate dai cugini d’Oltralpe, ha ragion d’essere per il semplice fatto tra le colline di Pergolese (TN) hanno saputo trovare un felice habitat.
Il suddetto borgo vitato è compreso nel distretto della Valle dei Laghi in Trentino Alto-Adige, dunque il motivo di tale adattamento è da addurre alle costanti brezze che soffiano dalle vicine montagne trentine e dal Lago di Garda; oltre ad un terreno particolarmente vocato di matrice calcarea. I vigneti, allevati a guyot sulle colline dell’area denominata San Siro, danno vita a grappoli sani e con livelli di acidità adeguati.
Il vino affina un anno in barriques e 12 mesi in bottiglia prima della messa in vendita. Versato all’interno del calice rivela una trama rubino intenso, tonalità squillante; è possibile ammirare oltre al bel colore un estratto considerevole. I frutti neri maturi aprono le danze: mora, mirtillo, susina e un flebile accento di vaniglia, quest’ultimo accompagna un corredo di spezie dolci piuttosto marcante.
A mio avviso il Rosso Sarica 2019 è ancora molto giovane, necessita di ulteriore riposo in cantina; lo scopo è diluire naturalmente l’irruenza dell’uva syrah, del legno piccolo, a vantaggio di una parte floreale e fruttata ad oggi lievemente sommessa.
In bocca al contrario ritrovo un vino piuttosto definito: tannino ricamato a mano, la morbidezza domina la scena intervallata da guizzi acidi che richiamano i frutti di bosco maturi e un finale di pepe nero e liquirizia che appaga, dona profondità. L’impronta sapida è marcata e crea il giusto spessore. Quattro chiocciole centrate, ho abbinato il vino ad un piatto di gnocchi fatti in casa conditi con ragù di cinghiale.

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