Rosso di Montepulciano 2004

Degustatore: Roberto Giuliani Valutazione: @@@@
Data degustazione: 04/2006


Tipologia: DOC Rosso
Vitigni: prugnolo gentile, canaiolo, mammolo
Titolo alcolometrico: 13 %
Produttore: CROCIANI
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 7,50 a 10 euro


Cosa mi aspetto da un Rosso di Montepulciano? Desidero poter cogliere l’essenza del sangiovese, noto in quest’area come prugnolo gentile, percepire una grande piacevolezza di beva, poter cogliere le sfumature, una trama equilibrata e non esagerata nella struttura e nella potenza alcolica; desidero poter sentire un vino che esprima con garbo ma con buona profondità le caratteristiche del territorio di provenienza, che mi permetta di abbinarlo a cibi non esageratamente impegnativi ma saporiti, tipici della buona tavola toscana e non solo. Pretendere di più sarebbe ingiusto e inadeguato, per questo c’è il Nobile di Montepulciano. E’ quindi con entusiasmo che mi accingo a raccontarvi di questo Rosso 2004 di Susanna e Giorgio Crociani, la cui cantina si trova in via Poliziano, a pochi passi dalla Fortezza di uno dei comuni più belli di tutta la provincia senese, appunto Montepulciano. Descrivervi questo vino è un po’ come ritrarre la personalità di Susanna, il cui sguardo ti fa già sentire tutta la passione e l’impegno con cui cura le proprie vigne, passione ereditata dal padre Arnaldo, uomo dal carattere estroverso e grande comunicatore. Si affaccia alla vista con un bel colore rubino netto, caratteristico, senza eccessi estrattivi, anzi con quella tipica trasparenza e quelle sfumature, che ricordano quasi la buccia dell’uva, a garantirne inequivocabilmente l’origine. E’ bellissimo percepirne senza fatica al naso le tinte floreali di violetta, ma anche di geranio, apprezzarne il frutto vivo e penetrante, la ciliegia, la melagrana, la susina selvatica; si rimane poi coinvolti da pregnati riverberi speziati e di erbette aromatiche, si coglie persino una punta di rosmarino. Ampie sensazioni che ritroviamo similmente all’assaggio, dove la trama tannica è misurata ma puntuale nel garantire una certa struttura e longevità, mentre il frutto ritorna giovane, sostenuto da una bella acidità e fuso a intriganti speziature di pepe bianco e liquirizia. Non aspettatevi un vino semplice, qui c’è da divertirsi, da perderci tempo, ne vale la pena. Servitelo a 16-17° C con carpaccio di petto d’anatra, ravioli di manzo, torciglioni al sugo di agnello, gallina ripiena, scaloppe di manzo in piazzaiola.

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