Rosso di Montalcino 2010

Degustatore: Roberto Giuliani Valutazione: @@@@
Data degustazione: 04/2013


Tipologia: DOC Rosso
Vitigni: sangiovese
Titolo alcolometrico: 14,5 %
Produttore: PODERE SANLORENZO
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 15 a 25 euro


Questo inverno, in un periodo in cui non c’era neve, ho fatto una lunga passeggiata sul Terminillo. Una passeggiata, sì, senza sci né intenzioni sportive. Volevo solo camminare e respirare, sentire il profumo delle erbe di montagna, cogliere quei pochi suoni di volatili e quel sottilissimo anelito di vento offerto dal silenzio puro, quello che nelle nostre città possiamo scordarci persino alle tre di notte. Ma qualcosa non è andato esattamente come pensavo, mentre mi inoltravo per un sentiero alberato, sentivo nell’aria come delle frustate, dei sibili prolungati ma incostanti, senza riuscire a capire da dove provenissero. Solo nel momento in cui ho potuto rivedere il cielo, in un ampio spiazzo, mi sono accorto che quelle sonorità così particolari provenivano da alianti. Sì, decine di alianti che si muovevano in circolo sulle vette più alte, lasciando una sottile scia al loro passaggio. Solo poi, da ignorante in materia quale sono, ho scoperto che possono essere provvisti di un piccolo motore, che dovrebbero utilizzare solo in fase di atterraggio, almeno così ho letto… Mentre sorseggio questo Rosso di Montalcino 2010 di Podere Sanlorenzo, non so spiegarmi il motivo, quell’atmosfera così particolare mi è tornata alla mente. Che sia un vino da meditazione? No dai, non esageriamo! Anche se, a dirla tutta, non è che non abbia questa qualità, sì, di far pensare, quasi astrarsi. Succede, almeno per quanto mi riguarda, con quei vini che sembrano volerti mandare un messaggio rivelatore: “rilassati, penso a tutto io”. Esattamente questo è accaduto, oggi non è una di quelle giornate indimenticabili, non ho l’umore migliore, sento un velo di tristezza profonda che mi trascino ormai da mesi, non mi piace quello che sta accadendo intorno a me, fatico ad ascoltare i telegiornali, nati solo per dare cattive notizie, dei necrologi mascherati e non più di tanto. Per fortuna c’è questo Rosso 2010, che in qualche modo, anche se per un breve momento, mi rimette in pace, mi rilassa con i suoi profumi fruttati, la sua freschezza, le note di erbe aromatiche. Il sorso è pieno, succoso, ad occhi chiusi penserei ad un giovane Brunello, ma in fondo è proprio questo, Luciano Ciolfi lo sa, qualche filare un po’ più giovane o un po’ più in basso, ma la terra è la stessa, un periodo di legno più breve, il resto sta tutto nel calice. Il calore, l’energia, la struttura che c’è ma non pesa, si libra in volo, giocosa e libera, come un aliante…

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