Rosso di Montalcino 2004

Degustatore: Roberto Giuliani Valutazione: @@@
Data degustazione: 03/2007


Tipologia: DOC Rosso
Vitigni: sangiovese
Titolo alcolometrico: 13,5 %
Produttore: PODERE SANLORENZO
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 7,50 a 10 euro


Reduce dal recente evento Benvenuto Brunello, dove ho degustato oltre 100 Brunello di Montalcino 2002 e numerose Riserve 2001, sono stato costretto a trascurare il Rosso di Montacino 2005, esclusivamente per ragioni di tempo. La cosa mi è dispiaciuta non poco, visto che l’annata 2002 non è stata certo esaltante, mentre i Rossi 2005, ne sono sicuro, potevano offrire ben altre soddisfazioni. Per questo motivo sono ben contento di “consolarmi” nell’accingermi ad assaporare quello prodotto da Podere Sanlorenzo, una giovane azienda situata sulle colline a sud ovest di Montalcino a un’altitudine di 500 metri slm, con a destra la valle dell’Orcia e di fronte le influenze benefiche del non lontano mare. L’area vitata occupa 4,5 ettari e fornisce circa 20mila bottiglie fra Brunello e Rosso di Montalcino. Per quanto riguarda il Brunello però c’è ancora da aspettare, visto che la prima annata che andrà in produzione è la 2003. Luciano ha le idee molto chiare su come fare il proprio vino, da “contadino indigeno” come lui si definisce, sa bene che la tradizione ha un’importanza fondamentale ed è da essa che si parte per produrre un vino di territorio, che abbia un’anima propria, forgiata dall’esperienza di chi lavora soprattutto la vigna, mentra la cantina ha la funzione di garantire la perfetta vinificazione e un giusto affinamento. Insomma, il vino deve rispecchiare il carattere dell’uva e gli umori della terra, ma anche la personalità di chi lo produce. L’equilibrio fra questi tre elementi determina qualcosa di unico e irripetibile, che troppo spesso si tende a dimenticare o trascurare. Questo Rosso di Montalcino 2004, che subisce un affinamento in botti di diversa capacità, presenta un bel colore rubino vivo, con riflessi appena granati all’unghia, a ricordarci l’uva di provenienza. Le note olfattive, appena sfumato l’iniziale sentore del legno, ci propongono un bel bouquet variegato, dove la prima ad affacciarsi è la viola, seguita da un bel fruttato di ciliegia, leggera melagrana, liquirizia e, sotto, man mano che prende ossigeno, appaiono richiami salmastri e di macchia mediterranea. Al palato è morbido e succoso, il tannino è già ben fuso con la polpa fruttata, mentre una buona spinta acida mantiene vive e prolungate le sensazioni gustative. Un bel prodotto, vicino alle quattro chiocciole, che lascia immaginare le possibilità che potrà avere il fratello maggiore, di cui spero potervi segnalare qualcosa dal Vinitaly.

RECENTI

  • Ormeasco di Pornassio Peinetti 2016

    Ormeasco di Pornassio Peinetti 2016

  • Riviera Ligure di Ponente Pigato Albium 2015

    Riviera Ligure di Ponente Pigato Albium 2015

  • Riviera Ligure di Ponente Vermentino Vigna Sorì 2016

    Riviera Ligure di Ponente Vermentino Vigna Sorì 2016

Testata registrata presso il Tribunale di Roma (n. 146/09 del 4 maggio 2009) © 2000-2017 laVINIum.com - Tutti i diritti riservati E' vietata la copia anche parziale del materiale presente in questo sito. Il collegamento al data base della rivista è vietato senza esplicita autorizzazione della direzione editoriale.
Direttore Responsabile - Maurizio Taglioni / Direttore Editoriale - Roberto Giuliani