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Rosato Galluccio (2020)

Rosato Galluccio 2020 La TribuleiraDegustatore: Andrea Li Calzi
Valutazione: @@@
Data degustazione: 08/2021


Tipologia: Vino Rosato
Vitigni: albarossa
Titolo alcolometrico: 13,5%
Produttore: LA TRIBULEIRA
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 10 a 15 euro


Dell’impegno della famiglia Gallo alias La Tribuleira di Santo Stefano Belbo (CN), e della vulcanica Elisa – portabandiera della Cantina e ragazza dal sorriso contagioso oltre ogni limite – ho parlato a lungo qui circa sei mesi fa.
La sua passione per la nascetta è contagiosa, il modo in cui la racconta trasuda emozione da ogni poro. Alla stregua del sopracitato vitigno autoctono a bacca bianca piemontese vi è anche l’albarossa, ottenuto nel 1938 dal Professore Dalmasso da un incrocio di chatus (chiamato anche nebbiolo di Dronero) e barbera. Elisa lo ama visceralmente, tanto da aver dedicato a quest’ultimo una nuovissima versione rosata che nel millesimo 2020 fa la sua prima apparizione. Allevato a Santo Stefano Belbo in un vigneto di 0,55 ettari impiantato nel 2004, cresce su terreni bianchi, sabbiosi con presenza di marne, esposti a sud est a 250 metri s.l.m.
Classica vinificazione in rosato con breve macerazione sulle bucce, affina in solo acciaio. Dunque 100% albarossa, vitigno indubbiamente ricco di antociani, tanto che il vino – nonostante il breve contatto tra mosto e bucce – si presenta in veste rosa cerasuolo intenso con riflessi arancio-pesca; si muove lentamente all’interno del calice, palesa indubbiamente un buon estratto secco.
Il naso è piuttosto esuberante in questa fase, in primo piano vi è il frutto maturo, sa di pesca e melone di Cantalupo, pennellate floreali dipingono un quadro aromatico caratterizzato da glicine, muschio bianco, pepe rosa e una netta percezione salmastra.
In bocca il Dna del vitigno si sente, appare denso, pieno, l’estratto è notevole con alcol ben digerito e una netta sapidità che impegna il palato, la stessa prevarica sulla freschezza. Tuttavia, il vino, è a mio avviso ancora troppo giovane: un moderato affinamento servirà a stemperare quest’irruenza che al momento lo caratterizza un po’ troppo.
Tre chiocciole a un passo dalla quarta, ideale su un piatto di ravioli di magro spadellati con abbondante burro d’alpeggio, salvia e parmigiano reggiano 24 mesi.

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