Roero Colla 2018
Degustatore: Andrea Li Calzi
Valutazione: @@@@
Data degustazione: 04/2021
Tipologia: DOCG Rosso
Vitigni: nebbiolo
Titolo alcolometrico: 15%
Produttore: BATTAGLINO
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 25 a 50 euro
Indubbiamente Colla, MGA (Menzione Geografica Aggiuntiva) in Vezza d’Alba (CN), dove ha sede la Cantina Fabrizio Battaglino, è uno dei cru più importanti dell’azienda e di questo versante roerino situato a metà strada tra Canale ed Alba. Ci troviamo a circa 350 metri d’altitudine, piena esposizione sud-ovest, terreni che hanno origine marina, ricchi in sabbie e sali minerali, tutto ciò conferisce grande sapidità ai vini. Perlopiù, quelle di Fabrizio, son vite vecchie attorno ai 45 anni d’età. Questo vero e proprio cru è posizionato in cima a una delle creste più alte, una volta giunti nella parte più settentrionale (il percorso e i punti di interesse sono segnalati da originali palline e “bunse” colorate), da un lato si vede Alba, a seguire La Morra, infine il resto delle colline del Roero. 100% nebbiolo, annata 2018, millesimo capriccioso e caratterizzato da un andamento climatico piuttosto irregolare, tuttavia privo di eccessivi squilibri quali estrema siccità o eccessive piogge, solo per citare alcuni esempi; possiamo dunque definirla un’annata a quattro stelle. 15 % Vol., zucchero residuo 0,5 g/l. Vendemmia manuale, vinificazione in acciaio a temperatura controllata (28 °C), 15 giorni a contatto con le bucce, negli stessi contenitori svolge la malolattica. Segue affinamento di 18 mesi in barrique di allier: 50 % nuove, tostatura media, 50% usate, 3 anni di vita. Trama calda, luminosa, media trasparenza; il rubino è protagonista, roteando il vino all’interno del calice evidenzia sfumature granato che con il passare degli anni diverranno protagoniste. Il respiro è intenso, caratterizzato da un frutto maturo ben lontano da toni di confettura: amarena, mirtillo, susina nera, incalzante la mineralità intrisa di sabbia bagnata e terriccio umido; il floreale fa capolino e la mente è pervasa da ricordi di geranio selvatico e rosa rossa macerata. Dopo circa mezz’ora dalla mescita, tutto il comparto di spezie dolci, quali liquirizia, lieve vaniglia, cannella/noce moscata, s’alterna ritmicamente a sbuffi erbacei di santoreggia e una lieve sensazione salmastra, a tratti mediterranea, che rimanda alla salamoia d’olive, al cappero pestato. In bocca il vino è slanciato, succoso, austero, il tannino è indubbiamente protagonista in questa fase, guai se non fosse così. Sbalordisce la totale assenza d’alcol percepito nonostante i 15 % Vol., ciò significa che la materia prima, vendemmiata alla giusta curva di maturazione, possiede una caratura straordinaria che ha saputo assorbire tutto ciò che la natura è stata in grado d’offrire nelle diverse fasi del ciclo vegetativo. Lunga scia sapida in chiusura che impegna senza strafare, un vino che in bocca lascia piacevoli ricordi fruttati/speziati, coerenti con tutto ciò che ho percepito al naso. Indubbiamente ancora giovane, sarà un piacere riassaggiarlo tra un paio d’anni, momentaneamente corro ad abbinarlo a un coniglio al Roero, con aglio fresco, olive taggiasche, cipolle borettane ed erbe aromatiche varie (timo, santoreggia, rosmarino e maggiorana). Quattro chiocciole abbondanti, a un passo dalla quinta.