Piemonte Grignolino 2019
Degustatore: Andrea Li Calzi
Valutazione: @@@@
Data degustazione: 03/2021
Tipologia: DOC Rosso
Vitigni: grignolino
Titolo alcolometrico: 13%
Produttore: FRATELLI FERRO
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 7,5 a 10 euro
Il primo dei due vini presentati dalla Cantina Fratelli Ferro è prodotto con l’utilizzo di uve grignolino in purezza. Trattasi di vitigno autoctono piemontese noto per la sua duplice natura: anarchico nel carattere, aristocratico nei tratti. Un’uva ardua da coltivare, capricciosa, richiede cura e attenzione, solo il vignaiolo carismatico e paziente potrà elevarlo ai massimi livelli di eleganza e finezza, caratteristiche che lo contraddistinguono da sempre.
Il vigneto in questione ha circa 28 anni, è situato a Costigliole d’Asti (AT), frazione Loreto bricco Ronzana, piena esposizione sud; la vite cresce su terreni ricchi di calcare e argilla, un territorio vocato per questa cultivar. L’azienda punta molto sul vitigno, nel 2022 infatti andrà in produzione un nuovo vigneto dedicato al grignolino. Agricoltura integrata, ridotto impatto ambientale attraverso l’utilizzo limitato di prodotti fitosanitari. La vinificazione delle uve viene effettuata direttamente nella Cantina di proprietà, fermentazione e macerazione a temperature di 24°-26°, affinamento in solo acciaio per preservare tutte le caratteristiche del varietale; condivido questa filosofia riguardo quest’uva, così facendo gli aromi e la croccantezza del frutto spiccheranno per eleganza e finezza.
Granato caldo, riflessi rubino squillante a bordo bicchiere, tonalità vivace, media trasparenza/consistenza. Respiro intenso, esuberante, inizialmente incentrato su uno sfondo erbaceo di pinolo acerbo, fieno secco, mandorla, con lenta ossigenazione emerge l’elemento che caratterizza quasi sempre il Grignolino, ovvero la croccantezza dei frutti di rovo: ribes nero, lampone, mirtillo, in questo caso leggermente spremuti, la spezia fa capolino e il ricordo di pepe nero e santoreggia prendono il sopravvento. Una lieve percezione balsamica di mentolo e argilla bagnata suggellano l’insieme, leggermente sconnesso, il vino a mio avviso è ancora molto giovane.
Sorso energico, vitale, succoso, centro bocca morbido e frutto maturo, tannino presente, dolce, corrisponde la mandorla e l’acidità dei frutti rossi. Beva scorrevole, alcol ben digerito, media sapidità e persistenza, il finale è incentrato sulla spezia che permane per lungo tempo in bocca. Una quarta chiocciola guadagnata per il proverbiale rotto della cuffia, a mio avviso il tempo la farà conquistare ancor più pienamente, mi riprometto di riassaggiarlo tra un anno per un’altra recensione. Bottiglia letteralmente evaporata su un classico piatto di pollo ruspante alla romana.