Piemonte Albarossa Treparcelle 2019

Piemonte Albarossa Treparcelle 2019 I ParcellariDegustatore: Roberto Giuliani
Valutazione: @@@@
Data degustazione: 09/2022


Tipologia: DOC Rosso
Vitigni: albarossa
Titolo alcolometrico: 14%
Produttore: I PARCELLARI
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 22 a 26 euro


L’Albarossa è un vitigno autoctono piemontese ottenuto dall’incrocio tra Chatus (Nebbiolo Dronero) e Barbera, che è stato inserito nella Doc Piemonte e in 3 IGT liguri. Conosciuto anche come Incrocio Dalmasso XV/31 e I.D. 15/31, deve il suo nome al prof. Roberto Paglietta dell’Università Agraria di Torino, come chiaro omaggio alla città di Alba. Fu il prof. Dalmasso di Torino a realizzarlo nel 1938, il suo obiettivo era ottenere una varietà che avesse il colore e la complessità del Nebbiolo e la forza acida della Barbera. A dirla tutta il professore credeva di avere utilizzato proprio il nebbiolo, invece, forse per un errore nell’impollinazione, uno dei due progenitori dell’Albarossa fu lo Chatus.
Dopo un lungo periodo di sperimentazioni, nel 2001 il vitigno è stato inserito fra le varietà idonee alla coltivazione nelle province di Alessandria, Asti e Cuneo. I risultati furono così gratificanti che dagli iniziali 10 ettari vitati, in meno di un decennio si è arrivati a 80, tutt’ora la sua espansione procede a piccoli passi.

Piemonte Albarossa Treparcelle 2019 I Parcellari

Il Treparcelle 2019, prodotto in 2369 esemplari, proviene dal Bricco Cantamessa (0,70 ettari esposto ad Ovest su terreno composto da limo, sabbia e argilla), le cui uve sono state conferite dalla famiglia omonima alla cantina di Govone dedicata a I Parcellari. Le uve raccolte a mano, dopo la diraspatura, hanno subito una macerazione di 15 giorni e una maturazione di un anno in tonneaux, per finire il suo percorso 10 mesi in bottiglia.
Nel calice mostra un colore abbastanza intenso, un rubino profondo che richiama più la Barbera, ma lo possiamo trovare anche in certi nebbioli giovani. Al naso sprigiona un forte profumo fruttato di mora, marasca, amarena, bagliori di mirto, arricchito da pennellate di cardamomo e ginepro su un tappeto decisamente balsamico.
Al palato emerge la bella spinta acida e il frutto appena maturo è già in buona fusione con il tannino, la speziatura mantiene una propria delicatezza, consentendo al vino di avere un profilo molto godibile. Nel finale torna chiara la vena balsamica.

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