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Piedirosso Sabbia Vulcanica ‘A Ren’ ‘e Lav’ 2018

Piedirosso Sabbia Vulcanica 'A Ren' 'e Lav' 2018 AgnanumDegustatore: Roberto Giuliani
Valutazione: @@@@
Data degustazione: 12/2019


Tipologia: IGT Rosso
Vitigni: piedirosso
Titolo alcolometrico: 12%
Produttore: AGNANUM
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 10 a 15 euro


Solo andando a trovare Raffaele Moccia ci si può rendere conto del folle lavoro che ogni hanno deve fare per tenere letteralmente in piedi i suoi filari terrazzati. Da lui, siamo nel Parco degli Astroni, la lava c’è davvero, ovviamente polverizzata, ecco perché “sabbia vulcanica”, in dialetto ‘a ren’ ‘e lav’, tanto da dare alla terra un colore grigio scuro. Un problema enorme da gestire, perché le piogge, soprattutto violente come capitano da quando gli eventi atmosferici sono diventati più estremi, provocano continui cedimenti del terreno, inoltre l’acqua non rimane il tempo sufficiente per nutrire le piante, che tentano in tutti i modi di andare più a fondo con le radici, sotto lo strato sabbioso; il fatto che in gran parte abbiano superato i 50 anni di vita, testimonia la loro tenacia ma anche l’abilità di Raffaele nel dargli tutti gli strumenti per vivere al meglio in condizioni così estreme.
Il vantaggio, se l’annata lo consente, è quello di ottenere vini di straordinario impatto, come questo piedirosso, piccole quantità purtroppo, quelli di Raffaele sono veri “vins de garage”, alcuni esemplari non arrivano a 1000 bottiglie. Un limite dal punto di vista della diffusione, ma non stiamo parlando di una comune bevanda, vale la pena darsi da fare per cercarli o, ancora meglio, andarlo a trovare.
Questo 2018 è l’ennesima conferma della qualità di tutti i vini di casa Agnanum, personalmente mi rifiuto di considerarne qualcuno “base”, perché la personalità spicca sempre in ciascun vino senza alcun dubbio. Qui abbiamo il carattere del vitigno ben espresso nel suo impatto fruttato fresco, con quel guizzo espressivo che ricorda la croccantezza della ciliegia appena colta, il lampone maturo, il mirtillo, persino una punta agrumata di arancia rossa; pur non essendo la sua caratteristica principale, qui riesce ad esprimere anche venature floreali, sfumature di erbe essiccate e una spiccata mineralità.
L’assaggio rivela un’altra caratteristica tipica del piedirosso, un tannino levigato e mai invadente, il suolo gli dona una vena sapida e giusta freschezza; un classico esempio di vino “digeribile”, un termine poco considerato che ha, invece, grande importanza, la digeribilità si svela dove non c’è forzatura né manipolazione, come avviene per i cibi, a tutto vantaggio di una piacevolezza leggera, che qui trova ulteriore conferma in una gradazione davvero perfetta, tanto da non dare alcun effetto pseudocalorico di rilievo; vino molto pericoloso, per quanto è buono, la bottiglia rischia di finire velocemente…

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