Pecorino Peco 2022

Terre di Chieti Pecorino 2022 Cantina TolloDegustatore: Andrea Li Calzi
Valutazione: @@@@
Data degustazione: 12/2023


Tipologia: IGT Terre di Chieti Bianco
Vitigni: pecorino
Titolo alcolometrico: 13,5%
Produttore: TOLLO – Cantina Tollo
Bottiglia: 750 ml
Prezzo medio: da 12 a 15 euro


Ben più affermato rispetto alla cococciola, il pecorino ormai da diversi anni può considerarsi a ragion veduta un cavallo di razza dell’enologia abruzzese. Non che la cosiddetta mineralità sia da intendersi quale caratteristica imprescindibile per giungere alla qualità finale del prodotto, tuttavia è tra le virtù principali di quest’uva in grado di donare vini longevi e dotati di personalità. Resistente alle avversità atmosferiche, alla peronospora e all’oidio, è un’uva che ha saputo adattarsi alla perfezione tra le dolci colline anconetane, dove viene chiamato anche mosciolo e moscianello, vissanello in provincia di Macerata, arquitano, vecia o promotico ad Ascoli Piceno, norcino in quel dell’Aquila, pecorina o dolcipappola in Umbria.
Personalmente ho assaggiato vini con diversi anni sulle spalle, oltre dieci in alcuni casi, e devo riconoscere che il Pecorino migliora notevolmente col trascorrere del tempo: l’impronta sapida iniziale e le classiche sensazioni pseudo caloriche, date in parte dall’alcol, si attenuano a favore di una freschezza citrina che invoglia la beva. Lo stesso discorso vale per tanti altri vitigni italiani, mi sovviene ad esempio il Timorasso dei Colli Tortonesi. Cantina Tollo propone una versione con uve in purezza allevate nelle zone più vocate della provincia di Chieti, la stessa che dà il nome all’omonima IGP. La vendemmia viene effettuata a fine agosto ed inizi settembre. La vinificazione prevede la pigiadiraspatura delle uve, criomacerazione e pressatura soffice; la fermentazione avviene a temperatura controllata e l’affinamento sui lieviti per parte in serbatoi d’acciaio inox e parte in botte grande.
Veste paglierino luminoso, riflessi verdi, buon estratto. Al naso è un profluvio di frutti freschi: pesca bianca, mandarino, mango con incursioni di erbe aromatiche (timo e maggiorana) e un soffio di calcare e pietra focaia.
Sorso piuttosto impegnativo in termini di sapidità e struttura tuttavia, come già enunciato, è soltanto una fase della vita del vino; in chiusura la freschezza citrina è già percettibile coadiuvata da un ritorno ammandorlato. Buona progressione.
Abbondantemente oltre la quarta chiocciola, si presta particolarmente a svariati abbinamenti anche a base di carni bianche salsate.

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