Particolare Brut Gran Cuvée

Degustatore: Roberto Giuliani Valutazione: @@@@
Data degustazione: 04/2016


Tipologia: Vdt bianco spumante
Vitigni: pinot bianco 60%, sémillon 30%, trebbiano toscano 10%
Titolo alcolometrico: 12 %
Produttore: TENUTA DEL BUONAMICO
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 10 a 15 euro


Quante volte si è dibattuto sulla questione vitigni autoctoni e alloctoni, soprattutto legata a territori storici, con una cultura viticola secolare. Tutto giusto e condivisibile, ma come sempre fino a un certo punto. Se si pensa all’evoluzione del vino negli ultimi 30 anni, non si può non considerare il fatto di quanto fosse indispensabile la sperimentazione, il miglioramento delle tecniche in vigna, le prove con vitigni mai impiantati e via discorrendo. Del resto le indicazioni geografiche e i vini da tavola esistono anche per questo, non indicano necessariamente vini di categoria inferiore, anzi, abbiamo numerosi casi che dimostrano il contrario, semmai le due categorie servono proprio per consentire di avere maggiori margini di ricerca e sperimentazione, anche se spesso coincidono con aree che non rientrano in nessuna denominazione di origine. Non è il caso del Lucchese, dove esiste la Doc Montecarlo sin dal 1969, che prevede nei vini bianchi l’utilizzo di uve come pinot bianco e grigio, sémillon, sauvignon, roussanne. Qui queste uve sono da considerare praticamente stanziali, ma il disciplinare non prevede la spumantizzazione, è questa la ragione per cui il Particolare Brut Gran Cuvée non può fregiarsi della doc, sebbene le uve utilizzate siano perfettamente in sintonia con quelle previste. Del resto quello di produrre spumanti in quest’area è un fenomeno abbastanza recente, di cui la Tenuta del Buonamico è senz’altro pioniera. Questo Charmat che l’enologo Alberto Antonini ha forgiato con maestria, rivela una personalità sempre più convincente, mantenendo un prezzo decisamente accattivante, al naso emerge un trionfo di frutta gialla, dalla pesca alla susina, dal lychee al cedro e alla mela limoncella, non senza guizzi di pan brioche e pane tostato. Bocca fresca e dinamica, con una carbonica ben controllata e un frutto che ritorna generoso e mai stancante, finale delicatamente agrumato con ritorni di crosta di pane. Potrebbe migliorare ancora nei prossimi 2-3 anni.

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