Numen 2008

Degustatore: Roberto Giuliani Valutazione: @@@@
Data degustazione: 11/2009


Tipologia: IGT Bianco
Vitigni: chardonnay
Titolo alcolometrico: 14,5 %
Produttore: PAOLO LEO – Cantine Vinagri di Paolo Leo
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 10 a 15 euro


Il fatto che in certe zone della Puglia, come del resto in gran parte dello Stivale, si sia fatto largo uso dello chardonnay non deve stupirci. Le ragioni sono molteplici: il forte interesse per coloro che hanno avuto per decenni il dominio assoluto dei mercati internazionali, la tendenza di gusto che per molti anni ha premiato i vini ottenuti da questo vitigno, la sua notevole capacità di adattamento alle più disparate situazioni ambientali, il carattere piuttosto forte che gli consente, forse più di ogni altra varietà, di affontare più o meno lunghi periodi di maturazione in legno piccolo. Questa serie di elementi, unita ad una metodologia di approccio un po’ troppo uniforme e poco adeguata ai diversi territori e climi, ha finito per provocare una serie di vini piuttosto simili, nei pregi come nei limiti, che si trattasse di Chardonny del Piemonte, della Toscana o della Sicilia. Oggi le cose stanno progressivamente cambiando e l’uso di questo vitigno è più ponderato, c’è una maggiore esperienza e anche il desiderio di avere nella propria linea di prodotti vini che siano sempre più espressione della realtà in cui nascono, e non frutto di banali obiettivi commerciali. Il Numen di Paolo Leo è sicuramente su questa strada, presenta un colore gallo paglierino intenso con sfumature dorate, al naso sprigiona un bouquet variegato, non banale, non è la solita frutta esotica a farla da padrone, né la presenza delle note dolci del piccolo legno marca in modo inesorabile il vino, piuttosto si percepisce una certa concentrazione dei profumi, giocata su note di agrumi maturi, erbe aromatiche, uva passita, pesca matura, miele di acacia, il tutto con un proprio equilibrio e una propria dinamica espressiva. Al palato denota una materia importante, l’alcolicità è ben controllata, ovvero non si percepiscono effetti tipo “frutta sotto spirito”, qui si vira leggermente verso l’esotico, il mango, l’ananas maturo, ma l’acidità fornisce un supporto deciso e mantiene alta la percezione di freschezza, mentre il legno appare ben dosato e non scade verso toni vanigliati o dolciastri. Un vino interessante, ben fatto e di carattere, con buone prospettive evolutive.

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