Malanotte del Piave Notti di Luna Piena 2013

Malanotte del Piave Notti di Luna Piena 2013 Ca' di RajoDegustatore: Roberto Giuliani
Valutazione: @@@@@
Data degustazione: 09/2020


Tipologia: DOCG Rosso
Vitigni: raboso
Titolo alcolometrico: 14%
Produttore: CA’ DI RAJO – Azienda Agricola di Cecchetto Bortolo
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 25 a 50 euro


Sono un po’ di anni che non scriviamo di questa azienda sanpolese della famiglia Cecchetto, non certo perché abbiamo perso interesse per i loro vini, ma questa non è una guida, preferiamo dedicare a ogni vino il giusto tempo per comprenderlo, consapevoli che dietro ci sono anni e anni di duro lavoro. Diventa quindi improbo, oltre che inutile nei confronti dei lettori, pubblicare decine e decine di degustazioni al giorno; chi avrebbe il tempo di leggerle tutte?
Così dobbiamo necessariamente scegliere, cercare nuove realtà da raccontare, ma non dimentichiamo chi merita, ecco quindi che torniamo con piacere a raccontare di un raboso che ha la caratteristica di subire per il 30% del raccolto un appassimento in fruttaio di circa tre mesi, secondo l’annata, mentre il 70% rimane a surmaturare in pianta per alcuni giorni. La macerazione dura 20/25 giorni in tini di legno da 35Hl a temperatura controllata a 24-26° C. Dopo la fermentazione alcolica il vino matura 36 mesi in botti di legno da 12 hl per le uve lasciate in pianta, 24 mesi in barriques per quelle appassite in fruttaio.
Da sottolineare che il sistema di allevamento utilizzato per il raboso è il “Bellussera”, ideato dai fratelli Bellussi a fine ‘800, che prevede la coltivazione di quattro viti sostenute da un palo, ciascuna delle quali, una volta raggiunta l’altezza di piegatura, dà luogo a un cordone inclinato tirato nell’interfilare. Il vigneto, visto dall’alto, assume una forma a raggiera. Il Bellussera era diffuso nel trevigiano, nel padovano e in alcune zone dell’Emilia Romagna, ma dato che per la sua conformazione non si adatta ai sistemi moderni meccanizzati e non può che avere una densità di ceppi per ettaro decisamente contenuta (qui siamo sulle 1800 piante), sta praticamente scomparendo.
I Cecchetto però hanno capito che lavorato in questo modo, seppur con una resa molto bassa, il raboso è in grado di offrire una qualità un tempo impensabile, soprattutto quando le viti raggiungono un’età importante, e qui siamo oltre i 70 anni; del resto il Raboso è un po’ il vino simbolo del Piave, una tradizione che va preservata perché ne vale la pena.
Ed eccolo nel calice, con un bel colore granato profondo e un ventaglio di profumi che si amplifica di minuto in minuto: affiorano note di viola glassata, marasca e prugna, legno di sandalo, corteccia, tabacco da pipa, sottobosco, humus, sfumature di china e cacao.
Al palato è intenso e profondo, ma attenzione, nonostante la ricchezza espressa dal frutto maturo grazie all’appassimento, il vino ha movenze diritte e vitali grazie a una spinta acida decisa e corroborante, appare quindi molto meno austero di quanto ci si aspetterebbe e traccia un segno di bellezza ed energia che cancellano qualsiasi possibile pesantezza. Berlo non stanca minimamente, anche perché ha una gradazione ben al di sotto della media dei vini da uve appassite, siamo attorno ai 14 gradi. Il risultato non lascia dubbi, è un gran bel vino!

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