Statistiche web

Lunaria Ancestrale Malvasia Orange 2020

Lunaria Ancestrale Malvasia Orange 2020 Cantina OrsognaDegustatore: Roberto Giuliani
Valutazione: @@@@
Data degustazione: 05/2022


Tipologia: IGT Bianco
Vitigni: malvasia
Titolo alcolometrico: 13,5%
Produttore: CANTINA ORSOGNA
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 10 a 15 euro
Vino BIO:
Vino senza solfiti aggiunti:


Della Cantina Orsogna vi avevo già raccontato tutto tre anni fa qui, in breve vi rammento che si tratta di una cantina sociale abruzzese all’avanguardia dal punto di vista della filosofia produttiva. Oltre l’85% dei vigneti sono certificati biologici (più di 1.000 ettari), dato che la pone al primo posto in Italia come produttore di uva biologica, ottenuta da 500 soci conferitori.
La cantina ha impostato da parecchio tempo le diverse linee di vini verso il concetto di “naturale” e “vivo”, termini di cui non credo si smetterà mai di discutere, sia per mancanza di regolamenti riconosciuti e universali (sebbene tutti i vini trattati con metodo biodinamico dall’azienda siano garantiti da Demeter), sia per le problematiche che non di rado i vini così prodotti presentano all’assaggio, tanto da aver spinto il presidente del Consorzio Vini Veri Paolo Vodopivec e il noto giornalista Sandro Sangiorgi (che da anni dedica ampio spazio ai vini naturali) a scrivere un nuovo manifesto dal titolo “La forma e la sostanza, le luci e le ombre“, nel quale senza mezzi termini viene dichiarato che “molti produttori si stanno pericolosamente abituando a imperfezioni tecniche, più o meno gravi, considerandole peccati veniali o, ancora peggio, aspetti caratteristici dei propri vini…”.
Non c’è da stupirsi, quindi, se molti di fronte a termini come “vino naturale” e “vino biodinamico”, siano estremamente critici e diffidenti. Il comparto del resto, ha tratto non poco giovamento da quella che è divenuta in pochi anni una moda molto seguita. Spesso capitano vini di questo tipo a prezzi decisamente importanti, trovarsi quindi di fronte al rischio di una serie di imperfezioni che certamente non stimolano ad annusarlo e a berlo, è un problema piuttosto serio.
Il tempo però aiuta, ci sono molti “maestri” che hanno indicato la strada per non incorrere in errori dovuti a scarsa tecnica e conoscenza, se si studia si cresce, si migliora, e oggi possiamo dire che esistono realtà di notevole livello e che fare vino il più possibile sano (alcol a parte) non può che fare piacere all’ambiente e a tutti noi.
La cantina Orsogna è sicuramente fra queste realtà, questa Malvasia Orange ne è un ulteriore esempio, perseguire fermentazione spontanea con lieviti indigeni, non aggiungere solfiti, non filtrare, sono processi che richiedono un’attenzione certosina, quindi tanto di cappello perché il vino è pulitissimo, fine, con note che riportano chiaramente al vitigno d’origine, arricchite da toni di agrumi canditi, miele di zagara e nocciola tostata.
Bocca coerente, di bell’impatto, con perfetto ritorno delle sensazioni provate all’olfatto; per verificare la tenuta di questo vino, l’ho lasciato con quasi metà liquido per oltre due settimane, tappato e nella cantinetta climatizzata. Riaperto questa mattina non ho riscontrato né ossidazioni né alterazioni, segno che è stato fatto un ottimo lavoro. E il prezzo è assolutamente corretto.

Lascia un commento

Pulsante per tornare all'inizio