Lugana Le Fornaci Riserva 2019
Degustatore: Roberto Giuliani
Valutazione: @@@@
Data degustazione: 07/2023
Tipologia: DOC Bianco
Vitigni: turbiana
Titolo alcolometrico: 13,5%
Produttore: TOMMASI
Bottiglia: 750 ml
Prezzo medio: da 21 a 25 euro
L’infinita famiglia dei trebbiani crea non poca confusione nell’immaginario collettivo, ci sono troppe parentele, sinonimie, espressioni diverse da territorio a territorio. Il più diffuso è il trebbiano toscano, che a seconda delle zone prende nomi differenti; bene hanno fatto nell’area del Lugana a spingere sul nome “turbiana”, evitando ulteriore confusione fra il trebbiano di Lugana e il trebbiano di Soave. Il turbiana, quindi, appartiene alla famiglia dei trebbiani, ma ha caratteristiche proprie, tanto che sembra avere affinità anche con il verdicchio.
I Tommasi ce lo propongono in versione riserva: fermentazione alcolica per 10/12 giorni, poi il il 75% affina in acciaio e il 25% in botti di legno francese da 500 litri, entrambi per 18 mesi. Dopo l’assemblaggio il vino viene imbottigliato e vi rimane per almeno 6 mesi prima di essere messo in commercio.
Ho smesso da tempo di guardare con sospetto i vini bianchi italiani che hanno trascorso un periodo in botte, soprattutto piccola, perché oggi è davvero difficile trovarne di ancora legnosi. Il fatto poi che, in questo caso, solo il 25% della massa vada in tonneau è decisamente rassicurante.
Infatti al naso emergono piacevoli note floreali, arricchite da un bel frutto tornito e giustamente maturo, che si mantiene più sull’agrume, l’albicocca, la pesca gialla, piuttosto che virare verso il tropicale. Interessanti anche le note di mallo di noce, mandorla dolce e bacca di vaniglia che accompagnano piacevoli richiami minerali.
All’assaggio non manca di freschezza e ripropone un frutto tornito, gustoso, sapido, arricchito da una delicata speziatura dolce, figlia probabilmente del legno, ma decisamente ben integrata e tutt’altro che fastidiosa. Finale persistente che spinge al riassaggio. Sicuramente in grado di evolvere per un bel po’ di anni, ma lascio a voi il piacere di scoprirlo. Sfiora la quinta chioccola.