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Liguria di Levante Rosso Ciliegiolo 2021

Degustatore: Andrea Li Calzi
Valutazione: @@@@
Data degustazione: 11/2022


Tipologia: DOC Rosso
Vitigni: ciliegiolo
Titolo alcolometrico: 13,5%
Produttore: LUNAE
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 13 a 16 euro


Indubbiamente nel mondo del vino conta molto il gusto personale, guai se non fosse così perché spesso è materia di confronto in grado di ribaltare schemi fissi derivati il più delle volte dai classici luoghi comuni. Una cosa è certa: non si smette mai di imparare ma è altrettanto importante inquadrare le proprie preferenze. Oggigiorno il mio gusto personale è orientato verso vini che stupiscono per eleganza, austerità, finezza più che muscoli, estratto e alcol e, ammesso che ogni cultivar possegga le proprie caratteristiche – nel bene e nel male – alcuni vitigni si avvicinano maggiormente alle peculiarità sopradescritte e che prediligo.
Uno tra questi è senza ombra di dubbio il ciliegiolo, largamente allevato in Toscana, Umbria e nel levante ligure. Lunae, proprietà della famiglia Bosoni di Castelnuovo Magra (SP) da oltre 50 anni, con passione e tenacia alleva il suddetto vitigno all’interno di una parcella di tre ettari denominata “Vigna Luna”, nome poetico non c’è che dire. Colline spesso impervie e strette tra il Mar Ligure e le Alpi Apuane, distanti rispettivamente 3 km e 15, circondano e custodiscono i resti dell’antica città di Luni e il suo anfiteatro d’epoca romana. Terreni sciolti e sabbiosi, ottima ventilazione/esposizione ma soprattutto tanta attenzione in vigna mediante uno studio accurato di ogni micro-parcella; il tutto culmina mediante una vinificazione essenziale in cantina.
A tal proposito il Liguria di Levante Rosso Ciliegiolo 2021 di Lunae subisce una macerazione di 3 giorni sulle bucce; dopo la svinatura parte la fermentazione e l’affinamento è svolto in solo acciaio per preservare il più possibile il DNA del vitigno allevato in terra ligure. Tonalità rubino squillante con riflessi lievemente fucsia, media consistenza. Apprezzo la parte olfattiva proprio perché non ostenta sin da subito esuberanza fruttata, semmai conquista pian piano grazie a un ricordo di ciliegia, mora e mirtillo nero su una coltre balsamica e speziata ben fusa ed accattivante; dunque pepe nero, geranio selvatico ed eucalipto, insomma un bel naso fresco, pulito e cangiante.
Il palato non è da meno: inizialmente rotondo, pieno, quasi “cremoso” – tant’è la buona fattura del tannino – cambia presto registro sviluppando una tensione acida che ben si presta all’abbinamento con ricette della cucina del levante ligure. Tra tutte, la mia preferita, ovvero il bagnùn di Riva Trigoso, piatto delizioso dove le alici fresche vengono cotte in umido con pomodoro fresco, aglio, cipolla, il tutto adagiato sopra la classica galletta del marinaio. Quattro chiocciole a man bassa.

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