Le Margherite 2011

Degustatore: Roberto Giuliani Valutazione: @@@@@
Data degustazione: 11/2014


Tipologia: Vdt rosso dolce
Vitigni: dolcetto
Titolo alcolometrico: 14,5 %
Produttore: MOSSIO FRATELLI
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 15 a 25 euro


“Mi scusi, ma il Dolcetto è un vino dolce?”… fino a qualche tempo fa ad una domanda del genere sarebbe seguita una risposta netta e inequivocabile: NO! Ma oggi questa certezza assoluta non è più tale, perché c’è chi, effettivamente, lo fa anche dolce. Così se l’ignaro che ignora si avvicinerà, magari titubante e timoroso di dire una sciocchezza grande come una megattera, e oserà porvi questa domanda, sarete costretti a rispondergli “anche”! Forse è proprio per ironizzare su questa simpatica e piuttosto antica diceria, derivata dal nome del vitigno, che Valerio e Remo Mossio hanno deciso di produrre un Dolcetto da uve passite. E meno male che lo hanno fatto, perché è davvero superbo, e affianca senza timore reverenziale i già strepitosi Bricco Caramelli e Piano delli Peroni, rigorosamente “secchi”. Del resto il loro amore per questa varietà, che nell’area intorno a Rodello trova una delle condizioni migliori per esprimersi, è arcinoto, non certo perché non amino altri vitigni a bacca rossa tipici come nebbiolo e barbera, che pur producono, ma hanno ben chiaro che nelle loro vigne situate tra il 420 e i quasi 500 metri di altitudine, il dolcetto ha decisamente una marcia in più, ampiamente dimostrata nella verticale del Bricco Caramelli (2010-2005) di cui vi ho raccontato nel maggio 2012. A parte le facili battute, è ovvio che i due bravissimi fratelli, consapevoli delle enormi qualità del loro dolcetto, hanno capito che valeva la pena produrne una versione passita. Personalmente l’ho trovata stupefacente, si chiama Le Margherite, annata 2011, e nel calice esalta al massimo il già generoso colore tipico del dolcetto, qui rubino violaceo impenetrabile. Accostato al naso si è pervasi non solo dalle note di confettura di ciliegie, lamponi, amarene e mirtilli, ma anche da una piacevolissima nota di cacao su una base piacevolmente balsamica. L’effetto al gusto è esaltante, un tripudio di sapori fruttati che trova nell’acidità un equilibrio perfetto, sotto si sente una trama leggermente pepata e una vena sapida che trova un sempre maggiore spazio nel lungo finale. Un passito coi fiocchi, che rende giustizia a tutti coloro che, fino a poco tempo fa, potevano essere dichiarati ignoranti se ponevano quella domanda, ma anche un messaggio chiaro e inequivocabile che qui a Rodello il dolcetto non è secondo a nessuno.

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