Langhe Freisa 2004

Degustatore: Franco Ziliani Valutazione: @@@@
Data degustazione: 11/2005


Tipologia: DOC Rosso
Vitigni: freisa
Titolo alcolometrico: 13,5 %
Produttore: BURLOTTO – Comm. G. B. Burlotto
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 7,50 a 10 euro


Per tutti quelli che, come me, sono convinti estimatori di questa varietà di uva tipicamente piemontese, salutare l’arrivo di un’altra Freisa, pardon, un Langhe Freisa, fermo e secco, è una grande notizia. Lo è perché questo vino, figlio dell’ottima annata 2004, va ad aggiungersi ad una ristretta schiera di tenaci sostenitori di questo vitigno, un’aristocrazia langhetta comprendente Giuseppe Mascarello, Brezza, Vaira, Cavallotto, Beppe Citrico Rinaldi, Bartolo Mascarello, Gigi Rosso, Brovia, Gianni Voerzio, nonché la recente scoperta (fatta in settembre durante Dolcetto & Dolcetto) Mario Cozzo. Ma è una bella notizia perché ad onorare questo vino che si ama o si odia (non sono previste mezze misure), è un altro di quei produttori seri – che Veronelli, di cui ricorre oggi, 29 novembre, il primo anno dalla morte, avrebbe definito “del mio privilegio” – che onorano davvero la Langa. Uno di quei produttori, seri e solidi, che non sprecano energie in marketing (con una o due t…), ed in pubbliche relazioni, ma badano al sodo, a produrre vini veri, mai prodotti guardando alle mode del momento o al modo migliore di compiacere giornalisti e guide, ma sempre concepiti come autentiche interpretazioni e fedeli espressioni dei vitigni e dei terroir su cui hanno l’onore e l’onere (perché disporre di grandi cru è un impegno straordinario) di lavorare. La new entry nel club degli Amici della Freisa, quell’uva che secondo ampelografi di grande valore quale Anna Schneider potrebbe addirittura essere la “mamma” del Nebbiolo, ha nome famiglia Alessandria, ovvero Giuseppe, con la moglie Marina Burlotto ed il figlio Fabio, alias Comm. G.B. Burlotto, la bella piccola azienda tradizionale di Verduno cui dobbiamo grandi vini come i Barolo Monvigliero (giù il cappello signori !), Cannubi, Acclivi, e poi un Pelaverga Verduno costantemente ai vertici di questa piccola denominazione, la Barbera d’Alba Aves, il Sauvignon Viridis, per tacere di quel sorprendente rosato come il Teres. Dopo aver prodotto sino al 1989 una versione vivace della Freisa (erano gli anni del massimo successo della simpatica Bussianella di Aldo Conterno), da uve acquistate in Roddi, i Burlotto-Alessandria si sono presi un periodo di riflessione, anche se questa uva continuavano a considerarla come una varietà alla quale, prima o poi, sarebbero dovuti tornare. E così, dopo aver individuato, in quel di Roddi, un vigneto adatto, sud pieno, con un terreno argilloso, ma con cospicue vene calcaree, e aver provveduto, nel 2001, all’impianto, eccoli esordire, in punta di piedi, trattandosi del primo anno di produzione e di sole 4000 bottiglie (più che sufficienti a calmare la sete di noi Freisa fans). Una prima, cauta, lettura ed interpretazione del tema Freisa, ottenuta con una vinificazione esclusivamente in acciaio, scelta per consentire loro di cogliere, senza le interferenze che un affinamento in legno (anche se legno grande e non barrique) necessariamente comporta, e con una volontà esplicita di lasciare che il vitigno potesse esprimersi liberamente senza briglie. Prova d’esordio, certo, ma di quelle pienamente riuscite, senza se ne ma. Il risultato, che abbiamo potuto verificare quasi in anteprima, pochi giorni fa, visto che il vino, imbottigliato la scorsa estate, muove i primi passi fuori dalla cantina e non potrà che avvantaggiarsi da alcuni mesi di affinamento in bottiglia, è difatti un vino vero, di quelli che una volta stappati, scatenano l’allegria e soprattutto si fanno bere, perché il vino se non è gioia, euforia, entusiasmo, e piacere, e la Freisa tutte queste cose insieme lo è, non è nulla. Fatevi conquistare, come ho fatto io, dal colore rubino violaceo vivo e splendente, dalla sinfonia vinosa, anzi uvosa, di profumi di viola e gladiolo, dagli aromi fragranti di fragola e lampone, dagli accenni catramosi, di terra bagnata, di pepe nero, liquirizia, da quel tanto di selvatico e di minerale, inimitabilmente langhetto, che ogni Freisa degna di questo nome porta con sé. Concedetevi senza ritrosie al godurioso piacere di sentirla disporsi vivace sul vostro palato, ruvidetta quanto basta grazie ai suoi tannini, (e qui la struttura è fitta e masticabile, quasi nebbiolosa), nervosa ed estremamente saporita, incisiva e sgrassante, e farsi copiosamente bere, pimpante, grazie alla bella acidità che l’innerva. Pensatela, se almeno per una volta nella vita avete frequentato la sacra terra di Langa, su un salame cotto o un cotechino, oppure sulla sequenza di antipasti caldi (con tanto di aglio e peperoni) che anche senza essere la canonica bagna cauda (che anche se si esalta ancor più su una Barbera, con questa Freisa andrà sicuramente a nozze) ne annunciano gli effluvi. Oppure su un piatto di fumanti, leggerissimi, impalpabili tajarin, o sulla cisrà, tradizionale minestra povera di trippe e ceci tipica di Dogliani, su un bollito misto, con tanto di salsine varie, (il bagnet vert, la salsa con rafano e miele, la cugnà), di quelli che si possono gustare in uno dei buoni ristoranti di Carrù e dintorni in occasione della Festa del Bue Grasso (quest’anno in programma giovedì 15 dicembre). Una signora Freisa, e la conferma che a Verduno, nelle vigne e nella cantina di questi produttori davanti a cui togliersi il cappello, per la loro coerenza e serietà, non si scherza e la qualità è reale e facilmente percepibile e non è una vaga parola con cui riempirsi, per darsi un tono, la bocca…

RECENTI

  • Erbaluce di Caluso Anima 2016

    Erbaluce di Caluso Anima 2016

  • Erbaluce di Caluso Spumante Brut Masilé 2013

    Erbaluce di Caluso Spumante Brut Masilé 2013

  • LA MASERA

    LA MASERA

Testata registrata presso il Tribunale di Roma (n. 146/09 del 4 maggio 2009) © 2000-2017 laVINIum.com - Tutti i diritti riservati E' vietata la copia anche parziale del materiale presente in questo sito. Il collegamento al data base della rivista è vietato senza esplicita autorizzazione della direzione editoriale.
Direttore Responsabile - Maurizio Taglioni / Direttore Editoriale - Roberto Giuliani