Statistiche web

LAVIS – Cantina La-Vis

logo cantina La-Vis

Indirizzo: Via Carmine, 7 – 38015 Lavis (TN)
Tel.: +39 0461 440111
Fax: +39 0461 440244
Sito: www.la-vis.com
Email: cantina@la-vis.com


laVINIum – 04/2023

Torniamo in Trentino a parlare di una realtà vitivinicola fondata nel 1948, ovvero Cantina La-Vis. Tra le Cooperative più note dell’intera regione, oggi riunisce 400 viticoltori e gode di circa 400 ettari di appezzamenti vitati. Il cuore dell’Azienda, rappresentato dal 70% delle viti coltivate, è situato nelle cosiddette Colline Avisiane. I vigneti sono dislocati nei comuni di Pressano, Sorni e Meano in provincia di Trento. Ho sempre sostenuto che il modello cooperativo in Trentino, così come in Alto Adige, abbia fatto scuola in Italia e per appurarlo non servono statistiche o dati analitici. In realtà basta entrare in una qualsiasi Cantina per rendersi conto che il livello dei vini proposti è sempre collocato in una fascia medio-alto in termini qualitativi. Diversi i fattori determinanti, tuttavia lo spirito di appartenenza di ogni socio conferitore è al primo posto.

Maso del Diaol, Cantina La-Vis
Maso del Diaol

Questo impegno lo si traduce attraverso l’estrema cura delle vigne, la costante supervisione delle stesse da parte dello staff enotecnico, oltre ad un continuo scambio alla pari tra i soggetti coinvolti; elemento quest’ultimo che agevola il fine di produrre una materia prima di assoluto livello, pagata attraverso il giusto compenso. Questi pochi e semplici dettami hanno fatto scuola, dunque ormai da 25 anni in Italia stiamo assistendo ad un lento e progressivo aumento della qualità media, affare che riguarda un po’ tutto il bel Paese in termini di cantine cooperative.
La-Vis, oltre a tutto ciò, aggiunge alla propria filosofia aziendale la ricerca maniacale dell’espressione del territorio e un modello di viticoltura sostenibile. Il legame col territorio Trentino è indissolubile, il nome Lavis trova per l’appunto origine nell’omonimo borgo trentino in cui ha sede la cantina. Originale il gioco di parole nascosto all’interno del sostantivo: “Vis” in lingua latina significa “forza”, dunque “la forza”, un vero e proprio omaggio alla dirompente impetuosità delle acque del vicino torrente Avisio. Il legame con la storia di queste colline viene palesato con molta eleganza anche nel logo, osservandolo bene è possibile notare un bassorilievo in legno celebrativo della fondazione della Cantina con gli scudi dei comuni di Lavis, Giovo e Meano, i padri fondatori del sodalizio.

Maso del Diaol innevato
Maso del Diaol innevato

Tra le prime in assoluto in Italia negli anni Ottanta, La-Vis è stata capace di introdurre il cosiddetto “progetto zonazione”, ovvero un’attenta analisi dei vari appezzamenti atta a collocare le migliori cultivar nei fazzoletti di terra maggiormente vocati. Qui le peculiarità del suolo risultano in grado di restituire vini fortemente caratterizzati. A tal proposito è corretto asserire che le Colline Avisiane sono costituite perlopiù da dolci declivi dove regna la biodiversità. Percorrendo i sentieri talvolta ci si imbatte in vigneti e meleti che crescono l’uno accanto all’altro, non mancano i boschi e alle spalle le imponenti montagne trentine che riparano dai venti gelidi che soffiano da nord. Questa differenziazione arricchisce e diversifica notevolmente il terreno aumentandone la fertilità.
Il distretto vitivinicolo si presenta coi tratti di un paesaggio alpino collocato sulla sinistra orografica dell’Adige, da qui è possibile ammirare un panorama stupendo sulla Val d’Adige, non solo: sul Lagorai e sulla Paganella. Alzando lo sguardo il mosaico di paesaggi vitati si alterna al fascino di pittoreschi masi, ovvero tipiche dimore agricole trentine, attraversati in lungo e in largo da strette stradine. Quest’ultime a mio avviso da percorrere a piedi per ammirare tutta la magnificenza della natura circostante.
Gli appezzamenti godono di un’ottima insolazione, inoltre la tipica brezza denominata “Ora del Garda”, che soffia sui declini vitati, garantisce la salubrità delle uve e una corretta maturazione. Non mancano forti escursioni termiche per via del clima sub-alpino e per le pendenze, elementi che contribuiscono a far nascere uve ricche di aromi, livelli di acidità soddisfacenti e pronunciata mineralità. Camminando su e già tra i filari delle vigne è possibile notare, a quote medio basse, terre rosse di origine siltica strutturate e pesanti, e ad altitudini più elevate, invece, terre grigie calcaree sciolte della dolomia a fianco di sedimenti porfirici più brunastri.

 

Cantina La-Vis, la cantina
La cantina

Oltre alla zonazione, nel corso dei decenni, si sono susseguiti altri progetti fortemente voluti e sostenuti da parte di tutti i soci: impossibile non citare l’adesione al Progetto SQNPI il quale contribuisce alla salvaguardia della biodiversità e della bellezza dell’intero paesaggio vitato. Ultimo, non in termini d’importanza, il costante lavoro quotidiano in vigna e in cantina condiviso con enti storici ed istituti provinciali di ricerca, oltre alla collaborazione con la nota Fondazione E. Mach. di San Michele All’adige (TN).
Riguardo la salvaguardia ambientale Cantina La-Vis dimostra tutti i giorni il proprio impegno con azioni specifiche, tuttavia si parte sempre dal voler ascoltare i bisogni della pianta soprattutto in epoca di grandi cambiamenti climatici. Le azioni quotidiane in vigna mirano alla difesa integrata, ed è la natura il più delle volte a fornire gli strumenti necessari. Tutti i soci viticoltori compiono giornalmente, con passione e impegno, tutte le operazioni manuali divenendo così il cuore pulsante della filiera. Si parte da quelle in vigna, fino ad arrivare alla razionalizzazione dell’utilizzo di fitosanitari e la riduzione di interventi esterni; uomini e donne che contribuiscono con fierezza alla preservazione della biodiversità e ad una viticoltura equilibrata.

I vini La-Vis

L’Azienda La-Vis è guidata dal Presidente Pietro Patton, la direzione tecnica/enologica è affidata al dottor Ezio Dallagiacoma. La produzione annua si attesta su 60.000 q., in proporzione: 85% bianchi, 15% rossi. Le cultivar sono quelle storicamente allevate all’interno del territorio: nosiola, riesling, gewürztraminer, müller thurgau, pinot grigio, chardonnay, sauvignon, cabernet, merlot, marzemino, pinot nero, lagrein e teroldego. Avremo modo di approfondire gli ultimi tre vitigni citati, attraverso le rispettive etichette facenti parte della DOC Trentino e IGP Vigneti delle Dolomiti.

Andrea Li Calzi

Vini degustatiAnnataPrezzoVoto
Ritratto Rosso 2000 da 10 a 15 euro @@@@
Trentino Chardonnay Ritratti 1998 N/A @@
Trentino Lagrein I Baldazzini 1998 da 5,00 a 7,50 euro @@
Trentino Sorni Bianco1997 N/A @@
Trentino Sorni Rosso 1998 da 5,00 a 7,50 euro @
Trentino Nosiola2019da 7,50 a 10 euro@@@
Trentino Lagrein2021da 11 a 14 euro@@@@
Teroldego2021da 8 a 10 euro@@@
Trentino Pinot Nero2021da 9 a 12 euro@@@@
Trentino Lagrein2022da 8,50 a 12 euro@@@@

Lascia un commento

Pulsante per tornare all'inizio