La Cappella Bianco 2020

La Cappella Bianco 2020 Massimo CiarciaDegustatore: Alessio Atti
Valutazione: @@@@@
Data degustazione: 04/2022


Tipologia: IGT Bianco
Vitigni: trebbiano toscano, vermentino
Titolo alcolometrico: 13%
Produttore: MASSIMO CIARCIA
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 10 a 15 euro


Siamo a sud di Livorno, sulla costa degli etruschi, se ci fermiamo un poco prima di Bolgheri per esempio, ci troveremo in una DOC detta Terratico di Bibbona, dove il vino lo si fa da millenni. La DOC prende il nome da un piccolo comune, Bibbona appunto che insieme alle amministrazioni comunali di Rosignano Marittimo, Collesalvetti e Cecina formano il territorio che andremo a raccontare. Sulla costa sono 40 i km da nord a sud e nell’entroterra si spinge per 8 km circa. Terratico è una parola toscana antica che fa riferimento ad una forma di tassazione dei fondi in affitto per la produzione di olio, non di vino. Il territorio è compreso tra altre due DOC, a sud troviamo la DOC Montescudaio e a est la DOCG Chianti Colline Pisane. La vicinanza con il mare fa sì che il clima goda di condizioni ottimali con brezze che spirano continuamente dal mare alla terraferma e viceversa, asciugando così gli acini che non subiscono così l’azione di funghi e malattie portate dall’umidità.
In questo meravigliosa zona ricca di borghi antichi, vedute con scorci mozzafiato e bagnata da un mare ricco di storia, dove si stagliano all’orizzonte l’Elba e Capraia, abbiamo conosciuto l’Azienda Agricola Massimo Ciarcia. Un’azienda condotta a livello famigliare.
Sita su terreni argillosi ricchi di ciottoli e baciati dal sole, i vigneti sono messi a dimora a un’altezza che varia tra i 60 e i 70 metri sul livello del mare.
Uno dei vini prodotti da Massimo è “La Cappella Bianco”. Un assemblaggio di Trebbiano toscano e Vermentino toscano, rispettivamente al 70% e al 30%. Vinificazione classica in bianco, fermentazione in acciaio, decantazione naturale e imbottigliamento. Potrebbe essere tutto qui ma quando lo accompagnerete ad una insalata di polipo con patate o a un piatto di fritto di paranza ne scoprirete le potenzialità. Giallo paglierino chiaro con bei riflessi brillanti, il naso è abbastanza intenso ma il bouquet è ricco e ben equilibrato, frutti gialli e bianchi non ancora maturi, agrumi, spezie, tiglio. Al palato intenso ed energico, non si defila subito ma rimane a danzare tra lingua e palato esaltando la freschezza e la mineralità, evoca tutto il mare che ha immagazzinato sulla pianta dentro ogni acino. Un bianco tutto d’un pezzo di giusta persistenza. Lo ricorderete se avrete occasione di poterlo assaggiare.

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