Irpinia Aglianico Campi Taurasini Jumara 2014

Irpinia Campi Taurasini Jumara 2014 I CapitaniDegustatore: Roberto Giuliani
Valutazione: @@@@
Data degustazione: 01/2018


Tipologia: DOC Rosso
Vitigni: aglianico
Titolo alcolometrico: 14 %
Produttore: I CAPITANI
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 10 a 15 euro


Sono ben 12 anni che conosco l’azienda I Capitani, ne ho seguito l’evoluzione, ho espresso le mie perplessità sull’uso dei legni e, tutt’ora, non sono del tutto convinto che il rapporto vino-legno abbia trovato il giusto equilibrio al momento della messa in commercio, pur riconoscendo da sempre una qualità dei vini notevole.
D’altra parte, però, ci sono frequenti occasioni in cui ho degustato vecchie annate di Taurasi Bosco Faiano, Jumara e Greco Faius che si sono rivelate davvero sorprendenti per la complessità e profondità raggiunte, a dimostrazione che il legno viene assorbito bene con il tempo grazie a una materia di prim’ordine.
La domanda allora sorge spontanea: ha senso proporre questi vini quando non hanno ancora i presupposti per essere apprezzati nella loro più profonda essenza? Dico questo perché mi capita piuttosto frequentemente di confrontarmi con amici ed esperti che dei vini de I Capitani mi dicono spesso “sanno troppo di legno”. Non è che tutti quelli che acquistano vino hanno anche la cantina dove conservarlo per anni e la voglia di aspettare prima di stapparli e poterli gustare con piacere. A mio avviso è l’azienda che, se ha fiducia nelle proprie scelte di vinificazione e maturazione dei vini, dovrebbe tenerli nella propria cantina fino al loro raggiunto equilibrio. Dico questo perché sono il primo a dispiacersi se questi vini non sempre vengono compresi e apprezzati per un uso della barrique inizialmente marcato.
Infine, vorrei fare un breve approfondimento sui rossi a base aglianico: nei numerosi anni in cui ho partecipato agli eventi campani dedicati a questo pregevole vitigno, è emersa a mio avviso una visione eterogenea dei produttori sul modo di interpretarlo, dovuta in buona parte al fatto che è una varietà dal tannino impegnativo e dal carattere tendenzialmente austero (difficilmente raggiunge quella piacevolezza e immediatezza che dimostra il corregionale piedirosso); l’uso del legno diventa, così, un modo per “arrotondare” il vino, renderlo meno duro e più disponibile per un mercato che non sa cosa siano parole come “attesa” o “riflessione”, o che vedono in “astringenza” e “durezza” una minaccia, un limite, dimenticandosi che il destino di ogni vino è di servire la tavola, proprio con le caratteristiche che lo contraddistinguono.
Insomma, io non ho dubbi sulla qualità dei vini di casa Cefalo, ma riconosco che una riflessione sulla possibilità di ridurre l’impatto del legno sui vini o procrastinare la loro data di messa in vendita andrebbe fatta. Un lungo affinamento in bottiglia è, spesso, una mano santa e traccia una linea di demarcazione fra quelli che restano immobili o tracollano e quelli che rivelano tutta la loro dignità e capacità evolutiva; i vini de I Capitani appartengono senza dubbio alla seconda tipologia.
Sentendo i profumi del Jumara 2014 trovo piena conferma alle mie sensazioni, il piccolo legno affiora fra le ampie note fruttate e balsamiche, ma non è tutto qui, emergono molto bene le sfumature di macchia mediterranea, la liquirizia, persino la viola e certe venature inchiostrate.
La bocca è fedele a quanto promesso, generosa nel frutto, morbida ma anche fresca e con un tannino indubbiamente ben controllato. Un esempio di quanto approssimativo sia stato il giudizio sull’annata 2014, le generalizzazioni fanno solo danni e sono profondamente lontane dalla realtà oggettiva di oggi singolo microclima.

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