Greco Faius 2009

Degustatore: Roberto Giuliani Valutazione: @@@@@
Data degustazione: 11/2011


Tipologia: IGT Bianco
Vitigni: greco 85%, fiano, falanghina e coda di volpe 15%
Titolo alcolometrico: 13 %
Produttore: I CAPITANI
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 10 a 15 euro


Parliamoci chiaro: sfatiamo una volte per tutte l’idea che i vini bianchi italiani non abbiano le carte per essere capaci di invecchiare e bene, di usare il legno, anche piccolo all’occorrenza, utilizzando vitigni che non siano i soliti internazionali ma quelli che caratterizzano al meglio la storia e le tradizioni di un territorio. L’errore principale è stato quello di fare paragoni con i rivali d’Oltralpe, dimenticando che loro hanno alle spalle 200 anni di esperienza e i legni li hanno sempre presi prevalentemente a casa propria, selezionandoli e imparando come lavorarli per ottenere i risultati migliori. Da noi i primi tentativi sono stati ovviamente imperfetti, ma in meno di trent’anni si è arrivati in molti casi a risultati sorprendenti, dimostrando che non abbiamo nulla di cui preoccuparci, basta fare tesoro dell’esperienza e credere nelle possibilità delle nostre terre e delle nostre uve. In Irpinia una delle aziende che sta lavorando in questa direzione, e molto bene, è certamente I Capitani. La famiglia Cefalo, con il supporto dell’enologo Claudio Introini, ha fatto in pochi anni passi da gigante, sfatando anche un altro falso mito, che il greco sia un vitigno di qualità inferiore rispetto al fiano. In realtà si tratta di due varietà profondamente diverse, ciascuna con le proprie attitudini e il proprio carattere, il confronto ha sinceramente poco senso, se non sul piano del gusto personale; non solo, ma proprio perché sono due vitigni di carattere con peculiarità differenti, perché non metterli insieme? Il Faius 2009 rappresenta un ulteriore passo avanti, un uso del legno più consapevole, nulla a che vedere con le prime annate in cui era ancora tutto in fase sperimentale (in questo caso sono state usate botti da 5,5 hl nuove ma non tostate, esclusivamente per il fiano, per circa 8 mesi). Va detto che vini come questo non vanno mai degustati a temperature troppo basse, le sue caratteristiche lo avvicinano più ad un rosso, pertanto mostra tutte le sue qualità attorno ai 14/15 gradi. Il colore è meno carico che in passato, oro puro e lucente, ma chiaro, senza riflessi ambrati; al naso gioca sui piccoli frutti a bacca bianca, ma ha un corredo di erbe aromatiche e spezie fini che gli donano una notevole ampiezza espressiva. Bisogna annusare con insistenza per trovare qualche venatura di nocciola e vaniglia, tutt’altro che spiacevoli, di fatto è un vino elegante, intenso e profondo. Al palato il percorso è identico, grande equilibrio in ogni suo aspetto, acidità e sapidità che sembrano far parte di un unico, preciso, percorso espressivo, non ci sono punte, pungenze, anche l’alcol appare perfettamente integrato in una trama solida ma non opulenta, ricca ma non debordante. Sicuramente il miglior Faius fra quelli degustati fino ad ora.

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