Greco di Tufo Serum 2009

Degustatore: Roberto Giuliani Valutazione: @@@@
Data degustazione: 09/2011


Tipologia: DOC Bianco
Vitigni: greco
Titolo alcolometrico: 13 %
Produttore: I CAPITANI
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 10 a 15 euro


Un paio di mesi fa abbiamo parlato del Serum 2010, il vino attualmente in commercio, ora facciamo un passo indietro di un anno. Perché? Perché il singolo vino non è mai importante quanto la qualità che un’azienda dimostra nel tempo. E per capire questo, quando abbiamo a che fare con bianchi come il Serum, è fondamentale vedere “cosa succede” con il passare del tempo. I vini costruiti in cantina, stabilizzati, pastorizzati, che si ripropongono sempre uguali ogni anno, non rientrano nei nostri interessi, la materia deve rimanere viva e in continua evoluzione, altrimenti non ha più significato, tanto vale comprare coca-cola. Il greco di tufo è un vitigno del tutto particolare, l’inevitabile confronto con il fiano lo mette spesso su un piano inferiore, ma è un errore perché sono due varietà che hanno ben poco in comune, caratteristiche anzi che li rendono unici e facilmente distinguibili. Anche la cosiddetta “rusticità” del greco è più un retaggio di metodi e stili del passato, oggi sta dimostrando sempre più che è un grande vitigno e può dare eccellenti risultati. Il Serum 2009, dopo una pausa in bottiglia prolungata, ci racconta attraverso il suo colore dorato chiaro luminosissimo, un’eleganza e un equilibrio un tempo rari, ciò nonostante appare ancora un puledro, giovanissimo, un ventaglio di agrumi corredato da note di origano, timo e fiori di campo, ma anche richiami alla mineralità del terreno, e poi rintocchi di susina bianca, uva spina, pesca bianca. Al palato la freschezza ancora scalpitante testimonia la capacità evolutiva di questo vino che, lo ricordo, non fa legno, ma proviene da una selezione accurata delle migliori uve di Tufo, Montefusco e Prata di Principato Ultra (nei pressi del Passo della Serra), con una resa di soli 70 quintali per ettaro, ben al di sotto di quanto prevede il disciplinare. In bocca trasmette in modo speculare le sensazioni percepite all’olfatto, la leggera ma sempre presente sapidità gli dona finezza e pulizia, con un finale che lascia una viva salivazione e la sensazione netta che tra i salumi (compresa la finocchiona toscana, ebbene si!) e il pesce di scoglio possa fare una figura da re.

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