Ghemme dei Mazzoni 2000

Ghemme dei Mazzoni 2000 Tiziano MazzoniDegustatore: Roberto Giuliani
Valutazione: @@@@@
Data degustazione: 08/2019


Tipologia: DOCG Rosso
Vitigni: nebbiolo
Titolo alcolometrico: 13%
Produttore: TIZIANO MAZZONI
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 15 a 25 euro


Sì, lo so che il vino è praticamente introvabile, ma degustare la prima annata prodotta del Ghemme dei Mazzoni ha una valenza storica ed è un ottimo modo per capire quanto sia in grado di evolvere negli anni, in questo caso quasi un ventennio.
La tenuta del Ghemme di Tiziano Mazzoni, in realtà, è fuori discussione; chi ci legge da tempo ha già avuto modo di scoprirlo leggendo l’intensa verticale di 11 annate pubblicata qui. Allora purtroppo non disponevo della prima annata prodotta, ecco la ragione per cui ve ne racconto solo ora.
Devo dire che quando ho stappato l’unica bottiglia a mia disposizione, non ho potuto fare a meno di provare emozione e preoccupazione, non è raro purtroppo che possa capitare un problema con il tappo, ma per fortuna è andato tutto bene.
Eccolo qui, nel calice: sono rimasto subito colpito dall’assenza di riduzione, il vino si è aperto quasi subito, è bastata un po’ d’aria e ha attivato le sue molecole odorose senza difficoltà. Sono rimasto stupito, perché i profumi mai e poi mai avrebbero potuto far supporre che nel calice ci fosse un vino di quasi vent’anni, a stento dieci!
Che freschezza! Che fruttato vivo, con i tratti del nebbiolo di questa denominazione: eleganza e finezza. Se nella 2011 degustata quattro anni fa avevo notato qualche cenno terziario, qui si fa davvero fatica a coglierlo, se non in una leggera nuance di funghi e sottobosco, ma anche la speziatura è “fresca”, e quella nota agrumata che sembra caratterizzare il Ghemme di Tiziano è in bella evidenza, la liquirizia è quasi dolce, ma ci sono anche menta ed erbe aromatiche.
In bocca è uno spettacolo, frutto dolce e tannino levigatissimo, acidità ancora viva e ben integrata con una materia di grande fascino, viene voglia di sorseggiarlo da solo, a occhi chiusi, per coglierne le infinite sfumature, senza distrarsi con il cibo, non c’è fretta…

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